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LUGANO
30.03.2021 - 17:480

Il Museo delle dogane riapre per Pasqua

A Gandria troveranno spazio due mostre: la prima sul periodo «stra ordinario» vissuto dalle dogane nella prima ondata.

La seconda tratta invece il contrabbando al confine meridionale durante la Seconda guerra mondiale. 

GANDRIA - Dopo la pausa invernale, il Museo delle dogane riapre per Pasqua e presenterà al pubblico due nuove esposizioni speciali. La prima mostra come le dogane svizzere abbiano vissuto un periodo «stra ordinario» (scritto volutamente staccato) durante la prima ondata della pandemia. La seconda, intitolata «Un confine tra povertà e persecuzioni», mette invece in mostra il contrabbando al confine meridionale durante la Seconda guerra mondiale. 

Inevitabile la mostra sulla pandemia - «Per il Museo - precisa in una nota l'AFD, della quale la struttura di Gandria fa parte - è stato subito chiaro che il periodo della prima ondata di coronavirus dovesse diventare il tema di un’esposizione». Per questo motivo, in collaborazione con l’agenzia basilese «eyeloveyou», è stata creata una mostra digitale (la trovi qui) che si compone di 17 episodi che offrono scorci della vita lavorativa nelle dogane durante il periodo di chiusura dei confini della scorsa primavera. «I temi più importanti relativi alla situazione al confine in quel periodo sono stati trattati in modo multimediale, in tutte le loro sfaccettature, attraverso testi, immagini e video». 

Contrabbandieri e profughi - La seconda esposizione a Gandria illustra invece la vita di stenti e rinunce di contrabbandieri e profughi al confine italo-svizzero durante una grande crisi storica. Concepita dagli storici ticinesi Adriano Bazzocco e Stefania Bianchi e realizzata per il museo dallo scenografo Emmanuel Urban, espone materiale d’archivio accessibile al pubblico per la prima volta. In tre locali si possono vedere scorci della vita tradizionale dei contrabbandieri al confine meridionale durante la Seconda guerra mondiale. «Un punto forte dell’esposizione - precisa l'AFD - sono le commoventi storie di profughi più o meno noti, che durante gli anni della guerra hanno varcato il confine dall’Italia nella zona di Cantine di Gandria».

Un piano di protezione garantisce la sicurezza dei visitatori. L’entrata al museo è gratuita. 

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Commenti
 
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seo56 5 mesi fa su tio
Questo è vergognoso!!
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