foto Tasis
Alunni all'interno del campus della Tasis a Montagnola.
CANTONE
20.01.2021 - 06:080
Aggiornamento : 11:20

I tamponi a scuola sono un lusso

Mentre il Decs è alle prese con la variante inglese, gli istituti privati fanno da sé. Il caso "esclusivo" della Tasis.

LUGANO - Al rientro dalle vacanze, gli allievi della Tasis di Lugano sono diligentemente passati da un check-point medico, allestito all'interno della scuola. Tampone obbligatorio per tutti. Risultato: 28 positivi e asintomatici, su 900 persone (collaboratori compresi). «Non potevamo permetterci di sbagliare» spiegano dalla direzione dell'istituto. «Dobbiamo tutelare la nostra comunità».

Con la seconda ondata, l'esclusiva scuola luganese ha introdotto misure "di lusso" contro il Covid. Gli studenti positivi o provenienti da paesi a rischio - l'istituto ospita allievi da 60 nazioni - sono stati alloggiati in un vicino hotel: la Tasis ha riservato una quarantina di camere. Ha ingaggiato un medico specialista - Vincenzo Liguori di LuganoCare - come responsabile dei monitoraggi.

A questo si aggiungono termocamere, tablet forniti dalla scuola, depuratori d'aria (una quindicina) sparsi per tutto il campus. E mascherine obbligatorie a partire dal secondo anno. Ma il dato più interessante è numerico. Il test "a tappeto" della Tasis ha rilevato un tasso di positività del 3 per cento. «Non esiste un sistema perfetto» afferma la direzione. «Abbiamo fatto il possibile e crediamo di avere ridotto al minimo i rischi». 

Nelle scuole cantonali invece settimana scorsa ammontavano a 51 gli studenti in isolamento domestico. Su circa 50mila studenti totali la percentuale (lo 0,1 per cento) è decisamente inferiore. I contagi - precisa il Decs - sono «avvenuti al di fuori della scuola, durante le vacanze natalizie». A questi si aggiungono 13 allievi positivi nella scuola media di Morbio Inferiore, messa interamente in quarantena da lunedì. 

Le misure di protezione adottate finora sono insufficienti?  Se lo chiedono le associazioni dei docenti e dei genitori, preoccupate per le sfide poste dalla cosiddetta variante inglese. Secondo il Decs, effettuare tamponi a tappeto al rientro dalle Feste sarebbe stato «sproporzionato». In ogni caso «la decisione sarebbe spettata al Consiglio di Stato».   

In quanto a prevenzione insomma, il Cantone non prende lezioni (per ora). Le scuole private non parificate - come la Tasis - hanno mano libera, e possono «adottare le misure supplementari che ritengono opportune purché conformi alle norme». Ma testare 50mila allievi della scuola pubblica è un altro paio di maniche. Fatte le debite proporzioni, il rischio sarebbe di ritrovarsi con oltre 1500 studenti positivi e in isolamento. Un calcolo ipotetico, certo, ma già abbastanza preoccupante. 

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