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Il mito di Ayrton Senna rivive in Ticino grazie a un'auto restaurata
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27.11.2020 - 07:300
Aggiornamento : 08:17

Il mito di Ayrton Senna rivive in Ticino grazie a un'auto restaurata

Una guida antica, pura, senza elettronica. Un connubio fra uomo e macchina pilotata da eroi d'altri tempi come Senna

CROGLIO - Paolo Guggiari, 49 anni, laureato in ingegneria meccanica con un Master in management, è un costruttore-restauratore per hobby e rianima auto e moto con cui i campioni hanno scritto la storia. La sua ultima creazione è una Ralt RT3 simile a quella con cui Ayrton Senna si era laureato campione britannico di Formula 3 nel 1983, prima di passare alla F1.

Da dove è nata questa ambiziosa idea?
«Dalla grande passione per il motorsport e dall’ammirazione per il pilota brasiliano. Nel 2018, ho avuto l’occasione di acquistare la Ralt a Manchester per 7.500 franchi e da quel giorno è partito tutto, grazie anche all’appoggio della mia famiglia che mi ha accompagnato in Inghilterra a ritirare l’auto con il carrello».

Una ricostruzione minuziosa che è durata a lungo.
«Ovviamente non è stato possibile risalire ai pezzi originali di quarant’anni fa, quindi ho studiato delle modifiche. Alla fine ho lavorato un migliaio di ore nel tempo libero con l’aiuto dei miei collaboratori Diego Foroni e Maurizio Tajana».

Hanno mercato le sue creazioni?
«Ogni monoposto che ricorda il passato della Formula 1 è ricercata ovunque, anche se io non intendo vendere la mia. È un hobby che svolgo da anni il sabato e la domenica nella mia officina di Croglio, mi occupo anche di auto che hanno partecipato alla 24 ore di Le Mans o di moto da competizione, in particolare 2 Ti. Sono coinvolto dal rombo, è una “full immersion” che mi scarica e mi rigenera».

Quando nacque il suo amore per i motori?
«Presto, a 10 anni iniziai con il karting. Quando Ayrton Senna debuttò nel 1984 già lo seguivo. Era una Formula 1 più semplice, che lasciava tanta libertà al talento dei piloti e a differenti soluzioni tecniche. Ammiravo anche Clay Regazzoni, Villeneuve, Mansell e Piquet».

Cosa la colpiva di quell'epoca?
«Il calore dell'ambiente, dai meccanici a chi andava in pista al volante di macchine estremamente potenti per le misure di sicurezza che offrivano, oggi impensabili. Gli autodromi erano sempre affollati con un tifo sfrenato. L'attuale Formula 1 è senz'anima, gestita dall'elettronica e con troppe regole».

E oggi scende in pista anche lei a bordo di una monoposto simile a quella che guidava il suo idolo brasiliano.
«Non nascondo il mio orgoglio e una forte emozione. Capisco ancora meglio quali erano l'impegno e la bravura di quei piloti. Di Senna mi impressionava la sua abilità di concentrazione, aveva una dedizione totale al suo lavoro. Un professionista perfetto».

È un privilegio per pochi girare in circuito?
«No. Ci sono piste come la “Tazio Nuvolari” o “Le Colline”, nei pressi di Pavia, in cui si entra a un prezzo tra i 50 e gli 80 franchi ogni mezzora per dar sfogo alla propria passione per il volante. Si può guidare una macchina da gara o affrontare un circuito sportivo con l'auto di tutti i giorni».

Il messaggio è costruttivo, soprattutto per chi ha il piede pesante sulle nostre strade...
«Non sfidate la velocità, bensì provate le vostre abilità di guida in un ambiente controllato, in tutta sicurezza. Il motorsport amatoriale è fatto di veri appassionati responsabili».

1000 ore di lavoro per un giro di pista a 270km/h
La Ralt RT3, ideata dal progettista Ron Tauranac, è la macchina con cui nel 1983 l’allora sconosciuto Ayrton Senna vinse il titolo britannico di Formula 3. Paolo Guggiari ha voluto rianimare con le sue mani una vettura simile a quella del grande pilota brasiliano, dedicando oltre mille ore di lavoro al medesimo modello di Ralt che oggi è riuscito a riportare in pista. «Sul circuito “Tazio Nuvolari” ho potuto spingere i 280 CV di un’auto di soli 450 kg fino a 270 km/h. Ho avuto la stessa visuale che la macchina offriva 40 anni fa». Guggiari ha curato la ricostruzione del modello nei minimi dettagli: motore Honda, cambio adattato all’originale con tornio e fresa, carter secco e materiali ultraleggeri fanno della Ralt di Paolo una vera Formula 3 degli anni ‘80. «I miei figli Clarissa, Céline e John non sono particolarmente interessati a questo mondo, anche se sostengono la mia passione senza timori insieme a mia moglie Anna».

Guggiari
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