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CANTONE
22.11.2020 - 09:250
Aggiornamento : 11:53

Il Plrt sceglie il suo presidente

È iniziato alle 9 il congresso del partito. Al via la corsa a tre per sostituire Bixio Caprara

BELLINZONA - Il grande giorno è arrivato, per il Plrt. Il congresso per decidere chi prenderà il posto di Bixio Caprara è iniziato questa mattina alle 9, in diretta Facebook. In corsa per la carica di presidente Natalia Ferrara, Emilio Martinenghi e Alessandro Speziali. 

Un congresso «anomalo per le modalità» ossia per il fatto di essere, per la prima volta, non in presenza ma "da remoto". I tre candidati verranno votati via e-mail da 806 delegati. La giornata si è aperta con il ricordo dell'ex consigliere di Stato Argante Righetti, deceduto settimana scorsa, e con il congedo al presidente uscente Bixio Caprara. 

La prima votazione ha nominato il presidente del giorno. Si è poi passato a votare la modifica dello statuto cantonale del partito. Una modifica «indicata dal partito nazionale» e che prevede appunto la possibilità, per le sezioni del partito, di riunirsi da remoto (con video-conferenze), in vista delle elezioni comunali dell'anno prossimo.  

Nel suo discorso di congedo, Caprara ha ricordato «il significato dell'essere liberali-radicali oggi» e l'importanza «della libertà e della responsabilità del cittadino». Concetti evocati «molte volte e spesso anche a sproposito durante questa pandemia». Il Plrt, ha sottolineato Caprara, «vogliono uno Stato che si attenga alle stesse regole, dimostrando la responsabilità ed efficienza che richiede ai cittadini» e che «limiti il suo ruolo ad alcuni campi fondamentali, come la formazione e la sanità». Caprara ha quindi indicato - richiamandosi all'Agenda 2030 del partito - le priorità su cui il Plrt dovrebbe dedicarsi, in sei gruppi di lavoro, per il rilancio post-Covid.

Al microfono si sono poi susseguiti i candidati, cominciando da Natalia Ferrara. L'ex procuratrice pubblica ha ribadito l'importanza dell'ala radicale, che «non deve essere tacciata di statalismo» invitando il partito «a non combattere al proprio interno, ma ad essere unito». Nel suo discorso Ferrara ha chiesto «una scelta profilata e non scontata» invitando i delegati «a votare per la prima volta una donna alla presidenza».  

Ha preso poi la parola Emilio Martinenghi. L'ex sindaco di Cureglia ha promesso - se dovesse essere eletto - un «dialogo costruttivo con gli altri partiti» e un «rafforzamento della struttura dirigenziale». Per quanto riguarda la crisi Covid, Martinenghi rivendica la legittimità dell'intervento statale. «Riteniamo che lo Stato debba intervenire in modo consapevole e ordinato a favore dell'economia. Un'intervento intelligente non deve essere temuto, e non ci lascerà debiti per il futuro». 

Mentre i delegati da casa iniziavano ad esprimere i voti via mail, ha chiuso il trittico Alessandro Speziali. Il vice-capogruppo del Plr in Gran Consiglio ha invocato «l'importanza di essere uniti in questo momento di crisi per il paese» e di opporsi «alla tendenza sempre maggiore ad accentrare e statalizzare le decisioni». Il principio unificante del liberalismo, ha ricordato Speziali, «è l'individuo» che deve opporsi «al collettivismo, allo statalismo». Scuola, mercato del lavoro, ambiente ed assicurazioni sociali le sfide principali su cui dovrebbe concentrarsi il partito.

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