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BIASCALa JYSK se ne va da Biasca: «Gli affari non sono mai decollati»

29.10.20 - 06:00
Il negozio situato in via Franscini chiuderà i battenti nel mese di dicembre
FVR / M. Franjo
BIASCA
29.10.20 - 06:00
La JYSK se ne va da Biasca: «Gli affari non sono mai decollati»
Il negozio situato in via Franscini chiuderà i battenti nel mese di dicembre
«Purtroppo potrebbe essere solo l’inizio di una serie di chiusure», commenta il sindacalista OCST Claudio Isabella.

BIASCA - Un altro negozio che chiude, un altro commercio che se ne va da una zona un po’ discosta del Ticino perché divenuta ormai poco redditizia. La filiale della JYSK di Biasca chiuderà i battenti nel mese di dicembre, riducendo così a tre (Sant’Antonino, Muralto e Grancia) il numero di punti vendita presenti a sud delle Alpi dell’azienda attiva nel settore dei mobili e degli articoli per la casa.

Pochi clienti - Il negozio era stato aperto circa due anni e mezzo fa. «Ma gli affari non sono mai decollati davvero e la clientela è sempre stata scarsa», spiega il gerente del negozio rivierasco. «Probabilmente la gente preferisce recarsi in aree commerciali più grandi, dove trova diversi negozi tutti assieme». E così ecco la decisione da parte dell’azienda danese di cessare l’attività. Una chiusura che - forse - sarà proprio un’occasione per vedere qualche cliente in più in via Franscini 3. Dal primo novembre infatti si procederà con la liquidazione di letti, mobili e accessori, dando la possibilità agli avventori di fare qualche buon affare.

Sorte incerta per i dipendenti - La sorte dei quattro dipendenti del negozio appare ora incerta. A tutti è stato proposto un ricollocamento presso altre filiali, ma non sempre con le medesime percentuali e a tempo determinato. Spetterà a loro decidere se accettare o meno. «Oltre alle sorti dei dipendenti e delle loro famiglie, che evidentemente riceveranno il nostro supporto, è un po’ tutto il trend che preoccupa», commenta il sindacalista OCST Claudio Isabella. 

Potrebbe essere solo l'inizio - Vista la crisi sanitaria - e di riflesso economica - legata al coronavirus, potrebbe infatti essere solo l’inizio di una serie di chiusure. «Nel settore della vendita notiamo già che ci sono parecchie difficoltà. E prossimamente anche altri settori, come ad esempio quello del turismo, potrebbero pagare pesantemente le conseguenze della crisi», ammonisce Isabella. 

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