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BREGAGLIA (GR)È l'estate delle baby scalate

25.08.20 - 06:00
L'ascesa al Pizzo Badile compiuta da Freya e Jackson Houlding, di 7 e 3 anni, non è un'impresa solitaria...
Leo Houlding
La famiglia Houlding mentre scala il Pizzo Badile
La famiglia Houlding mentre scala il Pizzo Badile
È l'estate delle baby scalate
L'ascesa al Pizzo Badile compiuta da Freya e Jackson Houlding, di 7 e 3 anni, non è un'impresa solitaria...
La scalata, compiuta sotto la sorveglianza e con l'aiuto dei genitori, è la più estrema della recente serie di ascensioni in tenera età. Il fenomeno pone interrogativi su limiti, obiettivi e sogni fissati troppo spesso dai soli adulti

BREGAGLIA - "Sempre più in alto". È una frase storica divenuta “claim” di una vecchia pubblicità di Mike Bongiorno. Ma rende al meglio l’idea di quanto i bambini del terzo millennio, nei Paesi occidentali, finiscano per essere protagonisti di gesti e comportamenti “da grandi”. Quasi da assomigliare, con le dovute distinzioni dei casi, ai loro coetanei di regioni meno sviluppate o dei loro nonni e bisnonni. E se una volta i ragazzi venivano costretti dalle esigenze familiari a lavorare, nei campi o nelle industrie, spaccato che si ripete ancor più terribilmente nel terzo mondo con lo sfruttamento minorile, al mondo d’oggi, laddove il benessere dilaga, ci sono i minori che seguono i genitori in imprese ai limiti del pericolo e lo fanno per puro diletto (loro o dei genitori, va a sapere).

Baby sul Pizzo Badile - Ultimamente ad esempio si sta affermando la moda dei baby-alpinisti o scalatori. Ha fatto molto scalpore la recente notizia di un bambino di soli tre anni, Jackson Houlding, che ha conquistato una vetta di 3.308 metri. Un vero e proprio record: secondo il quotidiano britannico Independent, sinora una vetta di tale difficoltà non era mai stata raggiunta da uno scalatore così giovane Con la sua famiglia, il padre Leo è un rinomato scalatore inglese, ha raggiunto la cima del Pizzo Badile, in Bregaglia al confine tra Italia e Svizzera. Un’impresa-baby bissata dalla presenza, insieme alla madre, dell’altra figlia della coppia, Freya, 7 anni. La sorellina di Jackson peraltro, a detta dei genitori, ha fatto tutta la scalata da sola o in cordata, a differenza del piccolo fratellino che in alcuni tratti, come dimostrano le fotografie, è stato portato in spalla dalla madre. .

Come Bonatti a 11 anni - Poche settimane prima un’altra impresa, del bimbo scozzese di soli 11 anni, Jules Molyneaux divenuto lo scalatore del Cervino più giovane della storia completando la scalata ai 4.478 metri in circa 4 ore in compagnia del padre Chris. Evento che ha impressionato l’opinione pubblica perché lo stesso padre ha ammesso che durante la scalata una persona del gruppo ha perso la vita volando per 400 metri. Il piccolo Jules, proveniente dalle highlands scozzesi, si è allenato duramente durante il lockdown: «Una bella esperienza, anche se alla fine sentivo le gambe come gelatina», ha ammesso candidamente il bimbo.

Robe dell'altro mondo - Anche dall’altra parte dell’Oceano non mancano i bimbi prodigio in quanto a vette scalate. Sul finire dello scorso anno una bambina di 9 anni di nome Pearl Johnson, nata in una famiglia di climber californiani, ha scalato la “Triple Direct“, sulla parete di granito più famosa del mondo, El Capitan, nello Stato della California, nel Parco nazionale di Yosemite. Lo ha fatto sotto la pioggia mista a grandine in compagnia della madre e di un amico, ad aspettarla in cima il padre. Pearl aveva già alle spalle una bella serie di ascese su altre e alte pareti dello Yosemite: la Cathedral Peak nei Tuolumne Meadows, fatta a 6 anni, la Royal Arches a 7 e l’Half Dome percorso a 8. Pochi mesi prima, a giugno 2019, Selah Schneiter (10 anni) ha scalato “The Nose” su El Capitan con suo padre Mike e il suo amico Mark Regier, diventando la persona più giovane al mondo a scalare il monolite di granito.

I mini scalatori riportati a terra dagli esperti

Di fronte a questi bambini prodigio i social si spaccano tra chi attacca la famiglia che spinge i figli oltre il senso del pericolo per loro età e chi grida alla libertà di scegliere le proprie aspirazioni, anche in tenera età. Ma pure tra gli esperti il dibattito incalza. La guida alpina Lucio Trucco ha sottolineato: «Non ha alcun senso portare un bambino, che è in pieno sviluppo, non ha ancora conoscenza del proprio corpo, su una montagna come il Cervino. Secondo me sono delle esasperazioni dei genitori, non del bambino che non sa neanche cos'è il Cervino». Sul fronte delle pressioni genitori-figli Lucia Montesi, psicologa psicoterapeuta, ha scritto sul web: «I genitori di oggi tendono maggiormente a identificarsi col figlio, rischiando di vederlo come una riedizione di sé, di non riconoscere e accettare la sua individualità, ma di utilizzarne la vita come campo di realizzazione personale»

COMMENTI
 

vulpus 3 anni fa su tio
Queste uscite portano irrimediabilmente a cercare di scimiottare, per poi pubblicare le foto. Si continuerà fintanto che qualcuno si farà veramente male. I bambini imparano a carponi sulla terra a muoversi: lasciamoli fare fintanto che avranno un'età maggiorenne e potranno decidere loro della loro salute.

fromrussiawith<3 3 anni fa su tio
per fortuna non ho avuto genitori possi, iperansiosi, iperprotettivi, bigotti come quelli che hanno lasciato commenti qua sotto, sarei fuggito di casa appena le mie gambe me lo avrebbero permesso. Ci sono troppo persone che vivono nella paura e la trasmettono alle generazioni successive, e addirittura fanno della paura il buonsenso, patetico

fromrussiawith<3 3 anni fa su tio
Risposta a fromrussiawith<3
...anzi avrei tentato la fuga già a carponi

sedelin 3 anni fa su tio
Risposta a fromrussiawith<3
la paura e l’ansia non c’entrano. c’entra la conoscenza dello sviluppo dell’essere umano. leggi il commento di pillola rossa che lo spiega bene.

sedelin 3 anni fa su tio
provo grande pena per quei poveri bambini strapazzati e obbligati a fare attività che non appartengono all'infanzia, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

miba 3 anni fa su tio
Giusto o sbagliato? Significherebbe annegare in un bicchiere d'acqua tra chi è pro e chi è contro. Vorrei comunque far osservare che in caso di incidenti potrebbe esserci qualche problemino nel senso che infortuni causati da rischi e pericoli straordinari non sono coperti e/o vi è una considerevole riduzione delle prestazioni e questo è in vigore da almeno gli anni 80. Quindi in sostanza non è questione di nuove generazioni, social, giovani/adolescenti che imparino a sfidare limiti, espressione delle proprie capacità ecc ecc ma solo della dose del sale in zucca o dell'incoscienza dei genitori

pillola rossa 3 anni fa su tio
Risposta a miba
Fino alla pubertà l'energia deve essere utilizzata per la crescita dello scheletro. La muscolatura può iniziare a svilupparsi maggiormente dopo i 14 - 16 anni. Sforzi eccessivi sono dannosi in tenera età. Un conto è arrampicarsi sugli alberi, un altro scalare una vetta. Se i genitori non sanno rinunciare ai propri piaceri per il benessere dei propri figli sarebbe meglio non metterli al mondo.

Marta 3 anni fa su tio
..ma il famoso buon senso dove sarà finito?

fromrussiawith<3 3 anni fa su tio
credo sia una scelta dei genitori di educare i propri figli come meglio credono; solo loro, se capaci e responsabili, sanno e conoscono i limiti dei loro figli, l'entusiasmo, la gioia, le paure. In questo mondo dove i progressisti (movimento nato dalla "paura") vorrebbero controllare qualsiasi aspetto umano, non è così che funziona la natura. Proprio per il fatto che questi bambini sono in pieno sviluppo che in esperienze come queste svilupperanno il loro cervello con capacità particolari. Il rischio e un certo livello di sofferenza sono necessari per uno sviluppo sano; si sa troppo bene cosa succede ai bambini che sono stati protetti eccessivamente e come l'ansia generalizzata sia ora parte della nostra società... mi infastidisce il fatto che le persone impaurite invece di riconoscere e superare le proprie paure tendano a "imporre" la loro visione del mondo, condannando esempi di coraggio che evidenzierebbero i loro limiti... c'era un bellissimo video di una madre australiana che surfava piccole onde con il figlio di pochi anni, il quale gioiva come un matto, fu attaccata da molti sui social come madre irresponsabile e con commenti davvero da bestie

skorpio 3 anni fa su tio
Risposta a fromrussiawith<3
A me invece da fastidio che poi, quando succede qualcosa, altre persone devono mettere in pericolo la proprio vita per salvarli.... ( rega, soccorso alpino)

Tato50 3 anni fa su tio
Risposta a skorpio
Concordo in toto ;-))

fromrussiawith<3 3 anni fa su tio
Risposta a skorpio
diciamo che la rega io la pago e senza persone come me sarebbero senza lavoro... e se mai avete sentito di professionisti del soccorso che non amano il loro lavoro, secondo me state tentando di giustificare le vostre paure e una vita fatta di "noiosa sicurezza"

centauro 3 anni fa su tio
Risposta a skorpio
Beh....è il loro mestiere, si chiama "soccorso alpino" proprio perché è composto da soccorritori che lavorano per salvare chi è in situazioni critiche e intervengono pure quando chi alla guida di veicoli escono di strada e precipitano per le scarpate, quindi il pericolo non è solo lo scalare montagne ma anche "incidenti urbani"!

Tato50 3 anni fa su tio
Risposta a fromrussiawith<3
Quelli che fanno parte delle colonne di soccorso o altro, lo fanno sicuramente per passione. Rischiare la pelle o addirittura peggio non è che cambi molto anche se lo fai con il cuore. Meglio una " noiosa sicurezza " che perdere un padre di famiglia grazie a chi della " noiosa sicurezza " se ne frega. -;((
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