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«La mia? Una malattia. Ma che mi fa felice»
Tio/20minuti/DG
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MERCATO LUGANO
25.09.2020 - 06:000

«La mia? Una malattia. Ma che mi fa felice»

Al mercatino del sabato si trova anche Amnon Korach, appassionato di oggetti da lavoro antichi, in legno e metallo.

Il suo non è un lavoro, ma uno stile di vita: «Non voglio mettere soldi da parte, voglio collezionare ciò che mi fa stare bene»

LUGANO - Una «vera malattia. Ma bella». Quella di Amnon Korach, appassionato di oggetti da lavoro antichi, in legno e metallo, la si potrebbe chiamare anche così. Ma è forse soltanto una grande passione mista a un pizzico di maniacalità. La sua bancarella, al mercatino del sabato di Lugano, mostra solo una piccola parte di quello che il 69enne israeliano, ticinese d’adozione, ha accumulato nel corso degli ultimi anni. 

«Atterrato dalla Luna» - «Era il ‘93 quando sono approdato in Ticino - racconta -. All’epoca avevo 42 anni. Non conoscevo le strade, non conoscevo la lingua… Mi sentivo come atterrato dalla Luna».  Galeotto fu quel lavoro da volontario all’Emmaus. «È lì che ho iniziato a girare per le case. Avevo già un amore per le cose vecchie, ma non come quelle che ho trovato qui. Così ho iniziato a fare delle offerte. Compravo due o tre articoli per volta. Lentamente stavo entrando nel tunnel del collezionismo. E dell’accumulo».

«Ho trovato persino monete d'oro» - Il lavoro successivo è alla Caritas. Insomma, il suo destino sembra essere già segnato. Anche qui la passione per gli oggetti usati può trovare libero sfogo e Amnon continua a comprare qua e là per la sua collezione privata. «Ho iniziato a pescare un po’ ovunque. Anche nelle abitazioni dei parenti che, raggiunta una certa età, si trasferivano in casa anziani. Ho girato tutta la Svizzera. All’epoca i broccante andavano forte. E poi gli ingombranti venivano lasciati per strada. Ho trovato abbandonato di tutto, persino delle monete d’oro nascoste in un mobile». 

Un fuoco che brucia ancora - Quella che per Amnon è da considerarsi una “patologia”, paradossalmente è anche il fuoco che lo tiene vivo. Tanto che ancora oggi non smette di cercare, appassionarsi, comprare e collezionare. Nonostante la ricerca non sia più facile come un tempo. «Oggi molti broccante non ci sono più o vendono cinesate. La gente è più consapevole e butta di meno, ma c’è sempre internet. Ed è così che riesco a trovare ancora oggetti curiosi, anche se i prezzi sono alle stelle». 

Una casa museo - Nel frattempo, dalla casa in affitto in Corso Elvezia si sposta e compra una casa tutta sua. Che oggi è quasi più un magazzino/museo. «Erano i tempi d’oro. All’epoca c’era anche Nessi a Lugano, vantava una collezione da oltre 15mila articoli. Diverse cose le comprò da me. E qualcosina, quando è morto e hanno venduto le sue collezioni, sono riuscito ad accaparrarmela. Aveva oggetti bellissimi». 

E qualche "pezzo" importante lo conserva gelosamente anche Amnon: «Ho attrezzi che risalgono al 1500. Ma la verità è che mi appassiono a un oggetto e non smetto di cercarlo fino a che non l’ho trovato. A volte fino a che non ne ho collezionati diversi. Nonostante la mia età, mi faccio anche centinaia di chilometri». 

«Risparmiare? Voglio godermi la mia passione» - E ciò vuole fare per il resto dei suoi anni: «Ho capito una cosa, non voglio risparmiare per lasciare qualcosa a qualcuno. Collezionare, questo è quello che mi dà la gioia di vivere».

Anche Amnon è ormai parte integrante del mercatino, di quella grande famiglia che il sabato condivide le proprie passioni, o anche ossessioni. «Ci si confronta, con i colleghi e i clienti. A volte si trovano oggetti di cui non si conosce l'utilizzo. Ed è bello scoprirlo insieme». 

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