Le comode poltrone della Arit di Eschenbach
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MILANO/LUGANO
20.04.2018 - 06:000
Aggiornamento 08:47

La creatività svizzera sbarca al Fuorisalone

Dalla piscina di lana, alle ciotole grandi come palloni di basket fino agli appendiabiti ticinesi. Tutti gli oggetti di uso comune proiettati nel futuro che hanno partorito i designer svizzeri.

MILANO - C’è un anche un pezzettino rosso crociato nel coloratissimo mare magnum delle installazioni di design che fino al 22 aprile invaderanno il capoluogo lombardo in occasione della Milano Design Week. E per far meglio orientare il visitatore è stata creata, sotto la regia del consolato generale di Svizzera a Milano e per il secondo anno consecutivo, una mappa chiamata Swiss Design Map. Una cartina che indica tutti i luoghi di Milano in cui si svolge un evento che coinvolge designer o aziende svizzere o dove si possono trovare installazioni create da designer elvetici, disegnata e realizzata insieme ad una locandina da un collettivo di tre artisti ginevrini – Adeline, Martin e Ismael dello Studio grafico AMI - che hanno voluto così interpretare il concetto di design attraverso le forme, i caratteri e i colori utilizzati per la stampa. Una vera e propria guida  per i visitatori che vogliono conoscere tutto quello che la Confederazione, i suoi figli e le sue aziende offrono in tema di design. 

La piscina di lana - Un giro che noi di Tio.ch/20minuti abbiamo traslato dalla carta alla città reale visitando in anteprima le installazioni. Si parte dal Centro svizzero di piazza Cavour che al piano terreno, nei locali dell’Istituto Svizzero ospita The effusivity Pool, installazione di Philippe Rahm. Una piscina nella quale l’architetto svizzero che lavora a Parigi propone di sperimentare uno spazio interno in cui i materiali sono scelti in base a criteri climatici ed energetici. “Nella piscina abbiamo installato quattro materiali – lana, legno, pietra, alluminio - che rallentano o accelerano la trasmissione di calore quando la pelle umana entra a contatto con loro. In questo modo, si crea una progressione dal più freddo al più caldo, da un pavimento all’altro: da quello in lana, che trasmette calore all’ambiente, fino a quello in alluminio che, invece, comunica freddezza al visitatore che lo tocca”.

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Damian Fopp Future artefact NOV Gallery

Ciotole come palloni da basket - Spostandoci a Palazzo Litta in corso Magenta ci si imbatte nella Swiss Design, lo show case realizzato da Pro Helvetia in cui giovani artisti propongono oggetti di arredo per l’interno e l’esterno. Nella parte indoor entrando ci si imbatte nell’installazione Athetica dello studio Schoenstaub di Zurigo. “Un vero e proprio stadio sportivo che ho realizzato anche con i suoi spalti in cui si trovano ciotole per insalata in ceramica a forma di palloni da Basket e un tappeto in seta artificiale finissimo composto da 1.6 milioni di nodi per metro quadrato” spiega Nadja Staübli, una delle due designer dello studio.

 


Il Makerball (flipper) di Alain Schibli

Il flipper in legno - Qui si trovano anche Makerball, un flipper realizzato da Alain Schibli con il telaio intagliato in legno e che nella parte  superiore, dove si lanciano le palline, può essere arricchito di varie forme e oggetti anche di recupero, oppure con piccole piantine. Schibli ne ha fatti un centinaio e il prezzo non è neanche tanto proibitivo (340 franchi). Poi alcuni teli da bagno con disegni floreali in rilievo cuciti dalle sarte di un progetto sociale di una Ong svizzera e disegnati dal kollektiv Vier di Berna. Tre giovani donne protagoniste con i loro lavori anche all’esterno, nel giardino antistante che richiama all’estate con tende da doccia. “Le abbiamo realizzate in acrilico e sono ovviamente impermeabili e ideali per non disperdere l’acqua in bagno”, racconta Johanna Widmer. 


Damian Fopp Future artefact NOV Gallery

Gli oggetti del futuro - All’esterno palme in poliuretano e una piscina in vetro plexiglas realizzate dalle ginevrine Manon e Celia fanno da quinta ad altri prodotti: come le sdraio di Altofer o il tavolo e la panca per esterni dello Egli studio di Renens. Spostandoci in un’altra zona di Milano, proprio sotto le torri di controllo del famoso carcere di San Vittore allo spazio Rossana Orlandi di via Matteo Bandello, troviamo Future artefact della NOV gallery. Oggetti disegnati da un gruppo di giovani designer elvetici che hanno interpretato oggetti di uso comune proiettandoli nel futuro. Come i tavolini di Renaud Defrancesco o le ciotole e i bicchieri giganti della Fragile Collection di Damian Fopp. 


Il design del riordine della major Domo di Lamone

Gli appendiabiti ticinesi - Ma alla design week non potevano mancare le aziende: nel cuore di via Tortona da dove l’idea del Fuorisalone prese corpo parecchi anni fa, esiste lo SwissDesignDistrict. Un padiglione dove le imprese svizzere presentano i loro prodotti più belli, di design e innovativi ideato su impulso dello Swiss Business Hub Italia. Accanto ai coltelli da formaggio disegnati dagli studenti del professore/designer Claudio Colucci della ECAL, la Genève School of art and design, trovano spazio m-cro, la micromobile elettrica della Microlino che unisce i vantaggi di una macchina con quelli di un motorino, il bello stand della Arwa con un giallo dominante che espone le sue ultime collezioni di rubinetti e lavelli per cucine e bagno. E infine gli oggetti della Major Domo la fabbrica di Salvatore Milazzo di Lamone che reinventando l’arte di ordinare i vestiti, unisce la creatività italiana all’ordine e al rigore svizzero.

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