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LUGANO
22.01.2018 - 08:440

Il bonifico sospetto: 50mila franchi all'ex funzionario del Cantone

Chiuse le indagini sulla Forward racing. Emergono nuovi dettagli sul ruolo dell'ispettore del fisco accusato di corruzione

LUGANO - Movimenti bancari sospetti. Pressioni su un manager di una nota azienda farmaceutica del Luganese, per il tornaconto di “amici”. Favori fiscali. Dello scandalo Forward Racing si è detto e scritto molto. Ma non tutto. Nuovi elementi sono emersi nell'indagine che due anni fa portò all'arresto preventivo di Giovanni Cuzari, patron di team di rally e moto Gp residente ad Agno. Un incarto complesso, che la polizia ha chiuso solo nei mesi scorsi: il decreto d'accusa per gli indagati (quattordici in tutto) dovrebbe arrivare a breve. Intanto, si delinea meglio il ruolo del dirigente del fisco cantonale – in seguito dimessosi  – accusato di avere favorito l'imprenditore di Agno di cui gestiva la posizione contributiva. Finora era noto che il funzionario aveva accettato favori – pranzi offerti, un invito a una gara di moto Gp – ma non cosa avesse fatto, in cambio.

Dall'indagine emerge ora che il funzionario si sarebbe adoperato per ottenere a favore di Cuzari una sponsorizzazione (poi non concretizzatasi) da parte di un altro importante contribuente, di cui gestiva la pratica. Si tratta di un noto gruppo farmaceutico con sede nel Luganese, il cui direttore, avvicinato dal funzionario, a verbale avrebbe dichiarato di esser stato sollecitato più volte da quest'ultimo ad acquistare spazi pubblicitari da un'azienda di Cuzari. Il dirigente in questione, contattato, ha preferito non rispondere alle nostre domande.

Esporsi così tanto per una cena e un biglietto al Moto Gp? E se ci fosse dell'altro? Analizzando i conti bancari dell'ex funzionario, gli inquirenti sono incappati in un bonifico ricevuto dall'Italia nei mesi successivi allo scandalo. Si parla di 50mila franchi, depositati in un colpo solo da un cittadino italiano residente nella fascia di confine.

Un altro “amico” del dirigente cantonale che, interrogato, ha raccontato una storia strana: i soldi sarebbero proventi di attività in nero in Italia. Per sottrarli al fisco d'oltre confine, l'uomo – non indagato – avrebbe chiesto al funzionario il favore di depositarli «temporaneamente» sul suo conto. Favore accordato. Ma gli inquirenti sospettano possa essere in realtà una mazzetta.

Commenti
 
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Max73 3 anni fa su tio
Che pena! Peggio che in Italia... Caro governo basta rubare
siska 3 anni fa su tio
Esatto infatti a livello ticinese siamo identici e uguali a quelli italiani ed é per questo che oltre Gottardo schiaffeggiano il cantone ticino che reclama reclama ma propone squallidi teatrini politici alquanto disdicevoli e poi si sa che nell'animo latino quello di POTERE é insito l'inganno.
miba 3 anni fa su tio
Per me sono quelli di Argo 1 che per errore sono finiti sul conto del funzionario sbagliato :):):)

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