Cerca e trova immobili
CONFINE

Uccide la moglie in aula durante la causa di divorzio

È accaduto questa mattina nel Palazzo di Giustizia di Varese
Uccide la moglie in aula durante la causa di divorzio
None
Uccide la moglie in aula durante la causa di divorzio
È accaduto questa mattina nel Palazzo di Giustizia di Varese
VARESE -  Si trovava in aula per sentire la sentenza finale sulla sua causa di divorzio, ma ha perso il controllo e davanti a tutti si è reso protagonista di una scena plateale: ha estratto la pistola e ha sparato quattro colpi contro ...

VARESE -  Si trovava in aula per sentire la sentenza finale sulla sua causa di divorzio, ma ha perso il controllo e davanti a tutti si è reso protagonista di una scena plateale: ha estratto la pistola e ha sparato quattro colpi contro la moglie, uccidendola proprio mentre era davanti al giudice. È accaduto a Varese questa mattina verso le 11.45. L'uomo è Rosolino Daiello, di 62 anni, un ex carabiniere originario di Palermo che è riuscito ad entrare in aula con la pistola e ad uccidere la consorte di 12 anni più giovane, Cosima Granata. La separazione della coppia - che ha due figli - è  stata piuttosto contrastata per ragioni patrimoniali. Dopo la separazione l'uomo si era stabilito in Sicilia, mentre la ex moglie era rimasta a Varese e viveva con la sorella e il cognato. Daiello, subito bloccato, è stato interrogato dal pm Ferrazzi nell'aula bunker del palazzo di giustizia varesino.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE