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20min/Sandro Spaeth (immagine illustrativa)
SVIZZERA
21.11.2021 - 22:300
Aggiornamento : 22.11.2021 - 08:01

Manca il personale, ristoranti e alberghi corrono ai ripari

Le strutture sono ancora in cerca di lavoratori per la stagione invernale. Ora si pensa a come affrontare la situazione

C'è chi valuta l'introduzione di un giorno di riposo e chi di tenere aperto solo alla sera

BERNA - In Svizzera la stagione invernale è ormai imminente. E potrebbe essere «la migliore di tutti i tempi», secondo un ristoratore di Davos (GR) citato oggi dalla SonntagsZeitung. Ma le strutture turistiche stanno ancora facendo i conti con la carenza di personale.

Ecco dunque che molti ristoranti e alberghi situati nelle principali località turistiche del Paese, come scrive ancora il domenicale d'oltre San Gottardo, hanno intenzione di limitare la propria offerta. Si tratta, per esempio, di diminuire il numero dei posti a sedere oppure di proporre una carta ridotta.

Ci sono pure ristoranti sulle piste che stanno valutando l'introduzione di un giorno di riposo e altre strutture che intendono restare aperte soltanto alla sera, spiega Jürg Schmid, presidente dell'organizzazione turistica grigionese, interpellato dal domenicale. La situazione è confermata da Andreas Züllig, presidente di HotellerieSuisse: a quattro settimane dall'inizio dell'alta stagione, manca almeno il 10-20% dei collaboratori.

Della carenza di personale si era già parlato poche settimane fa, quando le strutture turistiche vallesane lamentavano la mancanza di circa settecento collaboratori. Una situazione dovuta anche alla pandemia, che avrebbe spinto molti lavoratori stagionali a ripensarsi.  Un ristoratore di Davos spiega, inoltre, che diversi lavoratori portoghesi non starebbero rientrando in Svizzera, in quanto in Portogallo il settore turistico sta andando a gonfie vele grazie al basso numero di contagi.

Ora le strutture a caccia di personale stanno guardando all'Austria, dove l'annuncio di un lockdown che scatterà domani e durerà quattro settimane potrebbe portare a un'ondata di disdette da parte dei turisti. E diversi lavoratori potrebbero così trovarsi costretti a cercare una nuova opportunità, «magari in Svizzera».

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