Buoni segnali: Ambrì e Lugano sono pronti per lo sprint finale

Le ticinesi si fanno un favore a vicenda e sono entrambe più vicine ai rispettivi obiettivi.
La squadra di Cereda ha lottato e difeso la top-10: ora - con la rosa quasi al completo - bisogna compiere gli ultimi passi. Ottimo affare per i bianconeri di Gianinazzi, quinti in solitaria e con alcuni elementi in crescita.
Le ticinesi si fanno un favore a vicenda e sono entrambe più vicine ai rispettivi obiettivi.
La squadra di Cereda ha lottato e difeso la top-10: ora - con la rosa quasi al completo - bisogna compiere gli ultimi passi. Ottimo affare per i bianconeri di Gianinazzi, quinti in solitaria e con alcuni elementi in crescita.
AMBRÌ/LUGANO - Tre balzi, lunghi e decisi, nella giusta direzione. L’Ambrì i play-in li deve ancora conquistare, ma la vittoria ottenuta sabato contro il Davos (2-1) ha un peso specifico elevatissimo. Quasi al completo dopo i graditi rientri di Pestoni, Zwerger e Spacek - il centro ceco, ammalato, aveva saltato la trasferta di Losanna venerdì - i biancoblù hanno fornito una prova maiuscola contro i grigionesi di Holden, arrivati in Leventina in salute e a caccia di punti per la top-6. Non certo per una scampagnata. Infatti è stata battaglia e l’Ambrì ha risposto presente, da squadra. I lampi di Spacek e Dauphin hanno indirizzato il match, solidità e sacrificio hanno fatto il resto. Già la sera prima i leventinesi (spuntati) avevano lottato, ma il letale powerplay del Losanna aveva “vanificato” gli sforzi della Vaudoise Arena (4-1).
Fatto sta che nel weekend tre punti sono arrivati e sono importantissimi. Con la vittoria numero 1¦000 nel massimo campionato l’Ambrì è salito a quota 70, lasciando indietro Bienne e Langnau (pure in lotta per i play-in). Ai leventinesi mancano ancora tre fatiche - da consumarsi da qui al 4 marzo - ma il traguardo è sempre più vicino. “Gambe”, dinamismo e l’infermeria che si sta svuotando (col Davos è tornato a disposizione anche Conz): i buoni segnali per coach Cereda insomma non mancano. Ora va completata l’opera.
Se i biancoblù hanno fatto un “favore” al Lugano fermando il Davos, lo stesso si può dire dei bianconeri, che venerdì hanno sgambettato il Langnau (5-2). Quella coi Tigrotti, segnata dalla doppietta di capitan Thürkauf (e sono 26 gol in stagione), è stata la terza vittoria filata, seguita 24 ore dopo da quella contro il Kloten. Poker di successi servito grazie al sofferto 2-1 sugli Aviatori di Mair, piegati ai rigori grazie alle parate di Koskinen (in crescita con un timing “perfetto” in vista della fase più calda della stagione) e l’ex di turno Ruotsalainen.
Alla Stimo Arena il Lugano non ha incantato e ha faticato in powerplay (non una novità), ma intanto sono arrivati altri due punti d’oro. Un ottimo affare in ottica top-6, con la truppa di Gianinazzi, quinta a quota 79, che ha il destino nelle proprie mani grazie al +1 sul Berna e al +5 sui grigionesi (settimi, con una partita in meno). Altre note positive? Le prime due reti di Quenneville, a bersaglio in entrambi i match. Tutte armi in più per lo sprint finale e i giochi con vista sul titolo. Da valutare invece le condizioni di Fazzini, uscito infortunato a Kloten.








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