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Croci-Torti presenta il GC: «A loro piace giocare»

«Maric? Sono la persona meno indicata per dire quanto sia importante»
Croci-Torti presenta il GC: «A loro piace giocare»
Croci-Torti presenta il GC: «A loro piace giocare»
Ti-press (Alessandro Crinari)
Croci-Torti presenta il GC: «A loro piace giocare»
«Maric? Sono la persona meno indicata per dire quanto sia importante»
Esperimenti? A Lugano non è ancora il tempo.
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LUGANO - Un solo punto conquistato nelle ultime quattro trasferte. È con questo poco entusiasmante biglietto da visita che, giovedì sera, il Lugano si presenterà al Letzigrund per affrontare il Grasshopper. Rinfrancati dal succe...

LUGANO - Un solo punto conquistato nelle ultime quattro trasferte. È con questo poco entusiasmante biglietto da visita che, giovedì sera, il Lugano si presenterà al Letzigrund per affrontare il Grasshopper.

Rinfrancati dal successo sul Servette, i bianconeri cercheranno di migliorare il loro ruolino di marcia “esterno” affrontando un rivale altalenante. Un rivale che, nell’ultimo scontro diretto a Zurigo (a fine novembre)... riuscirono a battere.

«Il Grasshopper è una squadra con elementi che hanno una determinata classe - ha sottolineato Mattia Croci-Torti - Stiamo parlando di un centrocampo con cinque nazionali, stiamo parlando di una squadra alla quale piace giocare e contro la quale ci muoviamo quasi a specchio. Nelle due partite stagionali nessuna ha primeggiato e domani per me sarà difficile da gestire. Siamo consci del fatto che in casa loro provano sempre a imporre il loro gioco». 

Questo è un momento importante per il Lugano, che ancora non può permettersi di distrarsi.
«Sono stato due giorni a Berna per un corso, e proprio l’allenatore del GC ha raccontato di come ancora sentano la pressione del Lucerna. Prima del Servette a noi forse sono mancate un pizzico di lucidità e determinazione, ma questo perché nella pausa ho avuto mezza squadra con il covid e comunque ho forzato per arrivare alla meglio alla sfida con il Thun, che era “stra-chiave”. Io continuo a ripeterlo: salviamoci, arriviamo a 40 punti, non molliamo un centimetro e vediamo in coppa. Poi ci sarà il tempo per fare esperimenti».

L’avvicinamento all’incontro con il GC è stato anche l’occasione per parlare dei singoli. Di Aliseda: «Ha fatto bene quando è entrato, e non era facile visto che stavamo vincendo. È un ragazzo che si è messo a disposizione con umiltà e che ha doti. Si deve avere pazienza». Di Haile-Selassie: «È un giocatore che conosce il campionato, con tante qualità. È ancora giovane ma conosce le dinamiche del nostro calcio e quindi è più “facilitato” rispetto ad altri. Poi è arrivato con una condizione già importante perché a Neuchâtel ha giocato ogni minuto». Di Muci: «Nei sedici metri ha qualità evidenti; il nostro gioco non gli permette sempre di esprimerle al meglio». Di Maric: «Sono la persona meno indicata per dire quanto sia importante: alla prima conferenza ho detto che senza di lui non avrei giocato. Ha una leadership nel gioco maggiore degli altri, quando è in campo la sua presenza si fa sentire».

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