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L’OSPITE - ARNO ROSSINIC’è il Liverpool: «Una vittoria e la stagione dell’Inter cambierà»

16.02.22 - 06:25
«Niente successo a San Siro per l’Inter? Senza salvagente vai a fondo»
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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
16.02.22 - 06:25
C’è il Liverpool: «Una vittoria e la stagione dell’Inter cambierà»
«Niente successo a San Siro per l’Inter? Senza salvagente vai a fondo»
Arno Rossini: «L'Inter contro il Liverpool? In Europa i bluff non funzionano, se li fai ti mandano subito a casa».

MILANO - Real Madrid, PSG e Manchester City (e Sporting Lisbona) hanno aperto le danze ieri; il gran ballo della Champions League è in ogni caso destinato a durare ancora a lungo. E a regalare ancora emozioni giganti. Le prossime arriveranno certamente questa sera, quando si potranno seguire una marcia austriaca, non quella di Radetzky quanto piuttosto quella del Bayern Monaco a Salisburgo, e soprattutto un’esibizione alla Scala. La Scala del calcio ovviamente, sul cui palcoscenico si muoveranno l’Inter e il Liverpool. Una di fronte all’altra ci saranno la squadra che da (quasi) un biennio a questa parte sta comandando il calcio italiano e quella che da cinque-sei anni è tornata al vertice del pallone inglese. La squadra che sogna di poter dire la sua anche fuori dai confini nazionali e quella che, nel recentissimo passato, in Europa e nel mondo ha fatto furore. 

«È una di quelle partite che un appassionato non si perderebbe mai - è intervenuto Arno Rossini - una di quelle che fanno grande la Champions League».

Partiamo con il pronostico. Chi passa?
«L’Inter, questa Inter, può sorprendere ma il mio favorito è il Liverpool. Klopp può contare su giocatori di enorme valore e su un sistema nel quale il recupero della palla e il successivo innesco degli attaccanti sono eseguiti quasi alla perfezione. A livello tecnico, poi, i Reds hanno qualcosa più dei nerazzurri. Sono un gradino sopra. Se devo dare delle percentuali, dico 70% per gli inglesi e 30% per gli italiani».

Inter-Liverpool sarà anche Klopp contro Inzaghi. Un santone della panchina europea contro un mister che fuori dall’Italia…
«Non ha prestigio. È vero. Ma questo soprattutto perché in match continentali ha fin qui guidato “solo” la Lazio. Realtà con limiti evidenti. A me Simone mi piace. Mi piace quello che sta facendo a Milano: la sua squadra gioca bene. Poi è forte e molto potente. Non parte insomma battuta». 

Nella partita a scacchi che si giocherà cominciando da Milano, Inzaghi schiererà un undici guardingo o uno sfrontato?
«In Europa devi giocartela. I bluff non esistono, non funzionano. Se vuoi avere qualche possibilità di passare il turno contro le grandi, non puoi permetterti di speculare. Così non vai da nessuna parte: finisci sicuramente castigato. Ti mandano subito a casa. In questo caso, il Liverpool sarà un serpente pronto a mordere».

Niente più regola del gol doppio in trasferta. Sarà un vantaggio per l’Inter?
«Credo sarà semplicemente un invito a osare di più. A prendersi dei rischi. In questo caso per l’Inter, che nella gara casalinga si giocherà una grossa fetta di qualificazione».

Ad Anfield Road sarà difficile?
«Sarà difficile soprattutto se non ci sarà un buon risultato da difendere. Se vogliono andare ai quarti, i nerazzurri devono vincere a San Siro, non vedo alternative. Senza un successo davanti ai loro tifosi, sarà eliminazione certa. Al ritorno, contro un rivale che sa giocare costantemente a un ritmo molto alto, che va a ondate - che ti travolgono -, senza un salvagente vai a fondo».

Sorprendere il Liverpool, estrometterlo dalla coppa, farebbe dell’Inter una favorita?
«Se riuscissero a fornire due grosse prestazioni e con quelle a piegare i Reds, Dzeko e soci vedrebbero la loro stagione cambiare. Farebbero il pieno di autostima e diverrebbero pericolosissimi. A quel punto per loro nessun traguardo sarebbe irraggiungibile».

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