Sinner eccezionale ma si parla di Clostebol

Il presidente della Federazione italiana di tennis ha ricordato i giorni bui: «Squalifica che grida vendetta»
Il campionissimo italiano è vicino all'en plein.
Il presidente della Federazione italiana di tennis ha ricordato i giorni bui: «Squalifica che grida vendetta»
Il campionissimo italiano è vicino all'en plein.
MONTE CARLO - La vittoria di Monte Carlo ha reso un po’ più preziosa la già scintillante collezione di Jannik Sinner. A soli 24 anni il campione italiano ha infatti già quasi fatto l’en plein dei trofei più importanti del circuito. Ha vinto tre dei quattro Slam in calendario (due volte gli Australian Open) e otto Masters 1000. All'appello mancano “solo” il Roland Garros, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali d’Italia. Oltre all’oro olimpico.
La vittoria di Monte Carlo gli ha poi permesso di tornare in vetta alla classifica ATP. Risultato, questo, esaltato da Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana di tennis. Il 65enne dirigente ha - come tutti - incensato il fenomeno altoatesino, sottolineando, in un’intervista su Rai Radio 1, come, a parer suo, la vetta della graduatoria gli spetti di diritto: «Non l’avrebbe mai persa se non avesse avuto quella squalifica ingiusta che grida vendetta, perché è il giocatore più forte al mondo».
Lo scorso anno il fenomeno azzurro ha trovato un accordo con l’Agenzia mondiale antidoping, la WADA, per chiudere la questione-Clostebol. E, per questo, si è fermato tra il 9 febbraio e il 4 maggio. Lo stop gli ha impedito di prendere parte ai tornei di Doha, Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid. È ritornato a Roma, città nella quale Binaghi lo attende ancora per la kermesse che, in questa stagione, scatterà ufficialmente il 28 aprile e si concluderà con la finale del 17 maggio. «Lo aspettiamo a braccia aperte - ha continuato - per cercare di sfatare il tabù che va avanti da 50 anni nel singolare maschile e che quest'anno dobbiamo cercare di conquistare».








