Barryland: nel nuovo regno dei San Bernardo

Storie, luoghi e personaggi da scoprire a Martigny, nel cuore del Vallese (prima parte)
Storie, luoghi e personaggi da scoprire a Martigny, nel cuore del Vallese (prima parte)
MARTIGNY - Chiunque pensi ai cani San Bernardo immagina subito neve, passi alpini e salvataggi eroici. La loro storia è indissolubilmente legata al Colle del Gran San Bernardo, dove per secoli i monaci dell’ospizio hanno allevato questi straordinari cani per assistere i viaggiatori che attraversavano uno dei valichi alpini più impegnativi d’Europa. Nel tempo i San Bernardo sono diventati simbolo di coraggio e solidarietà, protagonisti di numerosi salvataggi tra le nevi e icone della cultura alpina. Con il passare degli anni, tuttavia, questi cani hanno compiuto una sorta di “discesa dalla montagna”: da fedeli compagni dei monaci a ambasciatori viventi della storia e delle tradizioni del passo alpino. Oggi questa storia continua a evolversi in pianura, a Martigny, dove nel 2025 ha aperto le porte il nuovo parco tematico dedicato a loro: Barryland.
A custodire l’eredità dei leggendari cani del Gran San Bernardo è la Fondation Barry, che da anni si occupa dell’allevamento e della promozione di questa razza iconica. La fondazione non si limita a preservare una tradizione secolare: il suo obiettivo è far conoscere i San Bernardo, studiarne il benessere e promuovere il rapporto tra cane e essere umano. Dal 2012 le sue attività si sono ampliate includendo anche programmi di attività sociali assistite da cani. I San Bernardo partecipano così a progetti in ambito sociale e terapeutico, visitando ospedali, case anziani e istituti specializzati, dove la loro presenza contribuisce a creare momenti di serenità e relazione. Il nuovo Barryland nasce proprio con questa filosofia: raccontare la storia dei San Bernardo e mostrare al pubblico ciò che normalmente resta dietro le quinte.
Dietro le quinte del parco tematico, infatti, la giornata comincia molto presto. A raccontarla sono Amélie e Joëlle, due collaboratrici responsabili delle attività quotidiane. I cani trascorrono la notte nel canile della fondazione, situato in una zona appartata a circa cinque chilometri dal parco, scelta per garantire la massima tranquillità agli animali. «È un luogo dove possono riposare senza il flusso dei visitatori», spiega Amélie. Al mattino presto i cani hanno già fatto la loro prima passeggiata in libertà. Alle 7:45 si svolge poi il briefing della squadra: sei collaboratori e collaboratrici si riuniscono per organizzare la giornata, definire le attività e coordinare il lavoro. Dopo il briefing i cani vengono trasportati al Barryland. Una volta arrivati li attendono la colazione, un momento di riposo e la preparazione delle attività che saranno presentate ai visitatori nel corso della giornata.
Il nuovo Barryland non è soltanto un centro di visita, ma un vero parco tematico dedicato al San Bernardo. L’edificio è stato progettato dallo studio di architettura GAME e si ispira alla forma di una gigantesca zampa di cane: una zampa “Magnum”, simbolo dell’impronta lasciata da questi animali nella storia alpina. L’idea architettonica è quella di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto: il lavoro quotidiano che permette di garantire il benessere dei cani e di offrire ai visitatori un’esperienza coinvolgente.
Tra gli aspetti più sorprendenti della visita c’è la scoperta delle attività dedicate alla salute e alla preparazione dei cani. «Abbiamo diversi programmi di fisioterapia», racconta Amélie. «Sono utili per i cani più anziani, generalmente oltre i sette anni, ma anche per quelli che devono recuperare da una lesione o per rafforzare la muscolatura dei più giovani». Gli esercizi sono circa cinque e sono studiati per mantenere mobilità, coordinazione e forza. Ancora più spettacolare è la sezione dedicata all’idroterapia. In una vasca da circa 500 litri di acqua riciclata, i cani camminano su un tapis roulant immerso. L’acqua alleggerisce il peso dell’animale — che nei maschi può raggiungere anche gli 80 chili — permettendo un allenamento delicato ma efficace. Ogni sessione dura circa quindici minuti e consente al cane di
percorrere l’equivalente di circa 600 metri di cammino. «Dal 1° giugno 2025», racconta Amélie, «i nostri cani hanno già percorso complessivamente 33 chilometri in idroterapia». L’obiettivo simbolico è quello di arrivare virtualmente fino al Colle del Gran San Bernardo, luogo dove la storia di questi cani è iniziata.
Durante la giornata i San Bernardo fanno anche due passeggiate in libertà, momenti importanti per il loro equilibrio e il loro benessere. Quando tutto è pronto, arrivano i visitatori. Amélie prende il microfono nello spazio accanto alla zona di idroterapia e presenta alcune attività che dimostrano il rapporto speciale tra uomo e cane. «Non si tratta solo di addestramento», spiega. «Il nostro obiettivo è occupare i cani mentalmente e, soprattutto, creare un legame tra la persona e l’animale». Le dimostrazioni includono esercizi di ricerca, percorsi di agilità, giochi interattivi e persino piccoli momenti di danza con il cane. Queste rappresentazioni si svolgono a orari regolari durante la giornata e sono uno dei momenti più apprezzati dal pubblico.
Dopo la presentazione, i visitatori possono esplorare liberamente i vari settori del Barryland. La parte storica racconta l’epopea dei San Bernardo attraverso fotografie, filmati e occhiali di realtà virtuale che permettono di immergersi nella storia del passo alpino. Un’altra sezione mostra come è stato costruito il parco e presenta le attività legate alla terapia assistita con animali. Molto interessante è anche lo spazio dedicato ai cinque sensi del cane, dove grandi e piccoli possono scoprire come i nostri amici a quattro zampe percepiscono il mondo.
All’esterno si apre un piccolo parco dove vivono anche altri animali: conigli, porcellini d’India, dalla primavera capre e pecore, persino le api. Qui si trova anche un percorso di abilità e alcune aree dove è possibile osservare i San Bernardo muoversi liberamente. Prima di uscire, molti visitatori fanno una tappa allo shop del parco. Peluche e gadget dedicati ai San Bernardo conquistano soprattutto i più piccoli. «Sono gli unici cani che i bambini possono portare a casa», scherza Joëlle. Curiosa anche la possibilità di scattare una foto con un cane virtuale, da inviare via e-mail o stampare direttamente sul posto come ricordo della visita.
Dopo aver esplorato il parco, una pausa gastronomica è quasi d’obbligo al Café de Barry, dove si possono gustare specialità della cucina vallesana insieme a piatti pensati per i bambini. Prima di lasciare il parco vale la pena scoprire, al primo piano del vecchio Arsenale, lo spezio dove vengono ospitate mostre fotografiche temporanee dedicate ai cani San Bernardo e alla cultura alpina. Qui sono esposti i disegni dell’artista Marc-Henri Favre, le fotografie di Roger Mège e immagini e documenti legati al Colle del Gran San Bernardo, che raccontano il fascino e la storia di questo luogo simbolo delle Alpi. Nel parco, inoltre, fino al 12 aprile 2026 Barryland ospita l’esposizione temporanea Fragments de nuit, una suggestiva immersione poetica nei paesaggi notturni del Vallese attraverso lo sguardo di MSDphotographie, il duo formato dai fratelli Michael e Stéphane Darbellay. Dalle grotte del ghiacciaio di Zinal ad alcuni elementi emblematici dei paesaggi alpini, la mostra propone una visione in cui il frammento diventa traccia di una realtà trasformata, sospesa tra natura e intervento umano.
Curioso notare che tra i partner del parco c’è anche una presenza ticinese: la Cornercard, sponsor del progetto Barryland.
Per chi desidera trasformare la visita in un piccolo soggiorno nel Vallese, una buona base è l’Hotel Bains de Saillon, a circa 14 chilometri dal parco, dove piscine e percorsi termali permettono di rilassarsi dopo una giornata tra cultura alpina e amici a quattro zampe. Tornerò a presentarvi questo spettacolare centro termale.
Nel prossimo articolo parlerò invece di una figura fondamentale per la città di Martigny: Léonard Gianadda, grande promotore culturale che ha fondato il celebre museo d’arte della città e che ha voluto e sostenuto anche il museo e parco Barryland. Seguitemi!
Testo a cura di Claudio Rossetti
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