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CANTONE
28.07.2019 - 08:000

Casa Forte, museo sulla via dei Walser

Il trekking dal Vallese al Ticino dà appuntamento al’edizione 2020

 

FORMAZZA – Il gruppo del “Trekking dei Walser” è rientrato da pochi giorni dalla camminata sui sentieri Walser. Un progetto che si rinnova ogni anno dal 2012 e che riscuote grande interesse e apprezzamento. Una delle tappe importanti è quella della Valle Formazza. Proprio a Ponte si trova Casa Forte, un edificio in pietra costruito nel 1569, anticamente sede dell'ammano, il capo della comunità, e successivamente venne adibita a magazzino per le merci in transito e oggi sede del museo Walser.

Le case forti, così come le fortificazioni e le torri presenti in valle, sono un elemento caratteristico dell'architettura civile e militare di tutte le aree dell'Ossola, e ci ricordano quanto conteso fosse questo territorio, poichè passaggio obbligato per le popolazioni del nord. Oggi Casa Forte è sede del Museo Etnografico: visitabile da giugno ad agosto, il museo è dedicato proprio alla civiltà walser e alle origini dello sci ed è stato arredato con oggetti tipici della vita contadina della valle. La struttura, inoltre, ospita, durante la stagione turistica, diverse mostre temporanee, legate ai temi della montagna e della tradizione locale. Qui si incontra spesso Anna Maria Bacher, ricercatrice e poetessa della cultura Walser. «Il titsch è sempre stata una lingua parlata, poco c’era di scritto. Sono partita da zero nella scrittura e quasi per sfida negli Anni 80 quando fu istituito il premio letterario val Formazza, una sezione era proprio dedicata alla poesia. Sembrava una provocazione, mi lanciai e mi sono accorta che mi piaceva». Da quel momento Bacher ha pubblicato 7 volumetti di poesie per un totale di oltre 200 poesie.

Una curiosità: la denominazione Val Formazza deriva proprio al termine Pomat, l'antico nome che i Walser, popolazione germanica originaria del Vallese, stanziatasi in diverse aree delle Alpi tra Italia e Svizzera, diedero alle colonie fondate nell'alta valle del Toce tra il 1200 e il 1300.

Avete mai sognato di camminare in mezzo a pascoli incontrando villaggi dove il tempo sembra essersi fermato? Bene, questo sogno può diventare realtà. Gli storici hanno accertato che gruppi di coloni alemanni si stabilirono nell'alto Vallese, tra l’800 e il 900 d.C. formando il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata la grande comunità Walser. La povertà delle terre dell'alto bacino del Rodano, l'aumento della popolazione e la peste indussero i vallesani, a partire dal 1200, a cercare sostentamento in nuove località. In questo modo, con gradualità e ad ondate successive, i Walser si diffusero in tutto l'arco alpino. In Ticino abbiamo la bella testimonianza di Bosco Gurin dove una piccola comunità è riuscita a preservare quest’importante patrimonio.

Il trekking di quattro giorni, che nel 2020 avrà luogo dal 12 al 15 luglio, si propone come visita naturalistica e culturale e per vivere momenti unici in luoghi straordinari e ancora poco battuti al di fuori dei circuiti turistici tradizionali.

 

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 

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