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15.03.2017 - 06:000
Aggiornamento : 19.03.2017 - 10:29

Zelda Breath of the Wild: Nintendo mai così in alto

La nuova avventura di Link è una gran sorpresa e uno dei migliori giochi della casa di Kyoto di sempre, vediamo assieme il perché

KYOTO - Se avete già letto la nostra recensione della Switch (la trovate pure qua a lato) già saprete più o meno come ci è sembrato questo nuovo "Zelda" made in Nintendo. Insomma, c'è poco da cincischiare, si tratta di uno dei migliori giochi mai usciti dalle fucine dell'azienda di Koyto. E tanto basti.

Tabula rasa - Non era necessario reinventare e rivedere radicalmente la formula alla base delle avventure dell'eroico elfetto Link, eppure il talentuosissimo team di Nintendo al lavoro su questo "Breath of the Wild", ha deciso di rimettere tutto completamente in discussione e il risultato è qualcosa di stupefacente, emozionante e divertentissimo.

Leggendaria leggenda - Le pedine in campo sono sempre quelle: il regno di Hyrule (sempre uguale ma diverso), il solito indefesso ed eroico Link, la principessa bellicosa Zelda, il malvagerrimo Ganon. Diversi gli echi di nomi, volti e luoghi. Il bello e addormentato si sveglia e sono passate centinaia d'anni. Ganon, ormai diventato una metaforica entità oscura (lo chiamano Calamità) tiene sotto scacco il regno ed è tempo di mettersi in marcia per salvare il tutto.

Un viaggio per Hyrule - La chiave di lettura di "Breath of the Wild" è il viaggio, la scoperta e l'esplorazione. Tutto con un unico fine: crescere, diventare abbastanza forte per riconquistare il castello di Hyrule. Per farlo sarà necessario recarsi in quattro regioni differenti e riattivare i colossali titani, macchine da battaglia che dalla notte dei tempi aiutano a sconfiggere il Male. Aiuterà pure visitare gli innumerevoli santuari nascosti di cui il mondo è letteralmente disseminato.

Il limite è l'orizzonte - Se i babbi di Mario & co. sono noti per guardare più o meno sempre in casa loro quando c'è da creare qualcosa di nuovo (e spesso a ben donde) questa volta il team al lavoro sul nuovo Zelda ha voluto andare un po' più in là. E così arrivano un mondo aperto squisitamente occidentale e mai visto prima in casa Nintendo che se la gioca (e forse vince pure) con quello strepitoso del fuoriclasse "Horizon Zero Dawn" e pure una caducità (di avatar e armi) decisamente darksoulsiane. Il risultato è di una freschezza e maestria spiazzante.

Alla conquista della vetta - Hyrule, i suoi tramonti, la sua fauna e flora tolgono letteralmente il respire con "pochi" poligoni ben piazzati e una direzione artistica ispiratissima. È un mondo immenso zeppo di segreti e che chiede a gran voce di essere esplorato anche per il semplice gusto di farlo. Il fatto che Link sia anche un abile scalatore aiuta in questo senso. Spesso e volentieri anche solo vedere se si riesce «a salire su quella montagna lì» diventa un motore d'azione e un gioco a sé stante. Siate avvisati: in questo mondo sterminato è facile perdersi, ma probabilmente non è un male.

Cavalli e... ricette! - Fra le altre cose da fare per arrivare in fondo all'avventura, diventare provetti domatori di cavalli e... abili cuochi! Già perché imparare a mixare ad arte nei vari calderoni i giusti ingredienti per ricette rigeneranti e pozioni potenzianti è fondamentale per sopravvivere e fronteggiare al meglio mostri e avversità ambientali. Le tantissime risorse messe a disposizione del giocatore permettono diversi approcci (anche parecchio creativi) per tutte le situazioni.

Giusto un bruscolino - Se proprio dobbiamo trovare un difetto a "Breath of the Wild", ed è la classica pagliuzza, dobbiamo dire che forse un filino complicato all'inizio. I tasti sono molti e i menù ancor di più. Dopo un po' di pratica però, tutto scorre. Ah, lasciate perdere la versione per WiiU (zoppa e sgraziata) e buttatevi direttamente sulla Switch. Non ve ne pentirete.

Zelda: Breath of the Wild è disponibile per WiiU e Nintendo Switch (versione provata).

VOTO: 10

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