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LUGANOInvestire nel vino pregiato: tra tecnologia ed errori da non fare

30.06.23 - 08:00
Qualità, conservazione e tempo: le tre parole chiave per chi vuole collezionare in vini come forma di investimento anche nell’era digitale
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Investire nel vino pregiato: tra tecnologia ed errori da non fare

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Qualità, conservazione e tempo: le tre parole chiave per chi vuole collezionare in vini come forma di investimento anche nell’era digitale

Il vino si sa è un bene rifugio di grande interesse per appassionati, ma anche per investitori. E nel tempo si sono affinati i sistemi digitali a disposizione di chi colleziona vini, anche perché, a differenza del mercato azionario più tradizionale, l’investimento nel vino pregiato presuppone una serie di accortezze differenti. Così come regole da seguire per diversificare al meglio il proprio portafoglio ed evitare di perdere il capitale investito. Investire nel vino può quindi essere estremamente redditizio, oltre che di per sé molto affascinante, ma occorre tenere a mente delle linee guida prima di addentrarsi in questo settore.

Fra l’altro, oggi sul mercato ci sono operatori nuovi e capaci di integrare metodi di ricerca tradizionali con una forte componente tecnologica. Fra questi, vi è Wine Profit società ibrida innovativa, che si posiziona tra due realtà del mercato: le società di investimento nel vino e i commercianti di vino. La società è nata nel 2018 come progetto all’interno di Moneysurfers, con cui condivide la sede a Chiasso e il team multidisciplinare di 20 professionisti appassionati di vino ed esperti di investimenti alternativi. Wine Profit possiede circa 65.000 bottiglie di vino a magazzino a Ginevra, con un valore economico di oltre 7 milioni di euro. Il fattore tecnologico e innovativo che distingue Wine Profit è duplice: lato azienda per la gestione di tutti i processi (ad esempio: acquisto bottiglie, gestione magazzino), mentre lato cliente, è stata sviluppata un'applicazione proprietaria, al momento unica, che consente agli investitori di consultare facilmente e in autonomia il proprio portafoglio e l’andamento delle performance, l’elenco dei pagamenti e di richiedere assistenza in caso di bisogno. 

Ma quali sono, quindi, gli errori da non fare, quando ci si approccia per la prima volta al mercato del vino di pregio?

Secondo Wine Profit che ha stilato una breve guida ecco sintetizzati i 3 errori che ogni investitore, o potenziale tale, dovrebbe sempre tenere a mente e cercare di non commettere:

1) Non pensare che tutto il vino sia un vino da investimento: non tutte le etichette, infatti, hanno le caratteristiche per essere considerate da investimento e solo circa l’1% della produzione vinicola globale supera l’accurata selezione, che viene fatta ogni anno da critici internazionali. È fondamentale acquistare le bottiglie direttamente dal produttore finale o dai distributori certificati, così da poterne garantire l’originalità e l’integrità.

2) Conservare le bottiglie di vino nella propria cantina: l’autenticità e la corretta conservazione di una bottiglia sono il punto di partenza essenziale quando si acquista una collezione che si intende monetizzare in seguito, quando avrà raggiunto il massimo del suo potenziale. Infatti, se non si è prestato attenzione e conservato alla perfezione la bottiglia di vino, il suo valore è di norma pressoché nullo. Importante, quindi, è affidare le proprie bottiglie ad un magazzino fiscale, che sappia mantenere intatte le caratteristiche organolettiche di ogni etichetta.

3) Non pianificare un investimento a lungo termine: una volta che il vino ha raggiunto il suo picco di valore, l'investitore può valutare la vendita delle bottiglie a potenziali acquirenti, come ad esempio ristoranti, alberghi, enoteche o collezionisti privati. Questo avviene, però, non prima di un tempo minimo di 5-7 anni e liquidare prima di questo arco temporale il proprio investimento significherebbe perdere del tutto il suo valore. Buona norma è, quindi, investire un capitale che prevediamo già di non dover sbloccare prima di questo periodo, optando quindi in parallelo per altri investimenti riscattabili nel caso in cui ci fosse la necessità.

ated-Associazione Ticinese Evoluzione Digitale
ated è un’associazione indipendente, fondata e attiva nel Canton Ticino dal 1971, aperta a tutte le persone, aziende e organizzazioni interessate alle tecnologie e alla trasformazione digitale. La sua missione è formare alla tecnologia e creare sinergie che portino valore aggiunto al tessuto economico e sociale del cantone, facilitando la realizzazione di progetti innovativi e visionari. Dal suo esordio, organizza manifestazioni e promuove innumerevoli occasioni di confronto e dibattito, conferenze, giornate di studio, visite e viaggi tematici, workshop, corsi di formazione per professionisti e iniziative di alfabetizzazione sull’utilizzo delle tecnologie al servizio delle persone.

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Questo articolo è stato realizzato da ated - Associazione Ticinese Evoluzione Digitale, non fa parte del contenuto redazionale.
COMMENTI
 

F/A-19 1 anno fa su tio
Ma si può, comprare vino, farlo invecchiare da terzi in condizioni ideali e piazzarlo al momento giusto, tutto diventa business, che schifo! Ma bevetevelo se proprio vi piace il vino.

curiuus 1 anno fa su tio
Tutti all'erta, fra poco ci saranno all'asta 30'000 bottiglie di Tignanello, garantite dall'UEF... 👌
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