Keystone
PAESI BASSI
18.09.2021 - 08:000

Fare una transazione in Bitcoin? «È come buttare nel cestino due iPhone»

Una nuova analisi mette in evidenza il problema dei rifiuti tecnologici generati dalla criptovaluta

Il fardello per l'ambiente non riguarda dunque solo le emissioni di Co2, ma anche i rifiuti hardware

AMSTERDAM - Una singola transazione in bitcoin genera molti rifiuti elettronici. Praticamente, «è come buttare nel cestino due iPhone».

È quanto riporta il Guardian, sulla base dei risultati di una nuova analisi degli economisti della banca centrale olandese e del MIT (l'Istituto di tecnologia del Massachusetts, negli USA), che ha voluto approfondire un aspetto a cui è stata data finora poca attenzione a livello internazionale.

Infatti, mentre le alte emissioni di anidride carbonica della moneta digitale sono state oggetto di molti studi, la vasta produzione di hardware incentivata dalla criptovaluta è passata sotto meno riflettori. Anche il secondo aspetto, però, ha un forte impatto sull'ambiente.

Ad esempio, per il mining sono necessari dei chip specializzati chiamati ASIC, che hanno lo scopo di eseguire gli algoritmi che proteggono la rete di bitcoin. Solo i nuovi chip però hanno un costo-beneficio a favore, e quindi sono elementi che devono essere sostituiti regolarmente. «Stimiamo che i rifiuti generati dall'intera rete bitcoin sia paragonabile alla quantità di rifiuti di piccole apparecchiature informatiche e di telecomunicazione prodotte, ad esempio, dai Paesi Bassi».

Il problema per la criptovaluta è che gli ASIC non hanno un uso alternativo, non hanno altri scopi. Inoltre, «conservare l'hardware per il mining costa, e più a lungo viene conservato, meno è probabile che torni a essere redditizio», hanno spiegato i ricercatori.

Inoltre, se il prezzo del bitcoin continuasse a salire, il problema dei rifiuti elettronici potrebbe presumibilmente aumentare ancora, «poiché incentiverà ulteriori investimenti e l'ammodernamento dell'hardware ASIC».

Per contrastare il problema, l'unica soluzione è «sostituire il processo di mining nella sua interezza con un'alternativa più sostenibile» hanno concluso gli autori dello studio. In tal senso, per ora, si hanno però solo soluzioni sperimentali.

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