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STATI UNITIFacebook mette al bando i deepfake

07.01.20 - 13:04
L'azienda ha annunciato che eliminerà dalla sua piattaforma i contenuti "manipolati allo scopo di ingannare", preservando tuttavia le parodie e la satira
Keystone
Facebook mette al bando i deepfake
L'azienda ha annunciato che eliminerà dalla sua piattaforma i contenuti "manipolati allo scopo di ingannare", preservando tuttavia le parodie e la satira

MENLO PARK - Facebook mette al bando i deepfake, cioè i video creati con una tecnica che sfrutta l'intelligenza artificiale per sovrapporre due volti in un video, creando uno scambio di identità e consentendo, ad esempio, di far dire a un politico frasi che non ha mai pronunciato. La compagnia di Mark Zuckerberg, già in campo con il progetto Deepfake Detection Challenge insieme ad altri colossi come Microsoft e Amazon, ha annunciato che eliminerà dalla sua piattaforma i contenuti "manipolati allo scopo di ingannare", preservando tuttavia le parodie e la satira.

L'annuncio arriva in un momento in cui i social network sono sotto messi sotto pressione e chiamati a ripulire le proprie piattaforme da fake news e contenuti ingannevoli in vista delle elezioni presidenziali statunitensi di fine 2020.

In un post firmato dalla vicepresidente del Global Policy Management, Monika Bickert, Facebook fa sapere che rimuoverà i contenuti modificati «in modi che non risultano evidenti a una persona comune, e che probabilmente indurrebbero a pensare che un soggetto del video abbia detto parole che in realtà non ha pronunciato». I deepfake, prosegue Bickert, «sebbene siano ancora rari su internet, rappresentano una sfida significativa per la nostra industria e per la società». Per capire se un video è manipolato, la compagnia si avvarrà dei suoi 50 partner mondiali per il fact checking in 40 lingue.

Facebook nel settembre scorso ha lanciato l'iniziativa Deepfake Detection Challenge, volta a sviluppare strumenti in grado di identificare i deepfake. Il mese scorso il social si è anche alleato con l'agenzia di stampa Reuters per creare un corso on line che aiuti i giornalisti a riconoscere i deepfake per non cadere in inganno.
 
 

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