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MONDO110 milioni di sfollati nel mondo. E non sono i Paesi più ricchi ad aiutarli

15.06.23 - 12:30
Il 20% di tutti i rifugiati viene ospitato in 46 Paesi il cui Pil rappresenta meno dell'1,3% a livello globale
keystone-sda.ch / STF (Bilal Hussein)
110 milioni di sfollati nel mondo. E non sono i Paesi più ricchi ad aiutarli
Il 20% di tutti i rifugiati viene ospitato in 46 Paesi il cui Pil rappresenta meno dell'1,3% a livello globale

BRUXELLES - Dentro e fuori dal proprio Paese. Perseguitati dalla violenza di chi arriva troppo velocemente a un conflitto e ci mette troppo tempo a trovare una soluzione. Sono i rifugiati. E sono 110 milioni di persone. E non vengono ospitati e aiutati - nella maggior parte dei casi - dai Paesi più ricchi, ma da quelli con meno risorse.

A giocare un ruolo particolarmente importante nella conta dello scorso anno è stata la guerra in Ucraina. Stando all'ultimo rapporto dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il conflitto, in un solo anno, ha portato il numero di persone in fuga dal Paese da 27'300 alla fine del 2021 a 5,7 milioni alla fine del 2022. Si tratta del numero più alto di persone in fuga da un unico Paese sin dalla seconda guerra mondiale.

Altre 5,7 milioni di persone sono invece in fuga dall'Afghanistan - il numero è sensibilmente più alto rispetto ai dati pubblicati precedentemente in quanto le stime di rifugiati afghani che si trovano in Iran sono state riviste. Il numero più alto di persone in fuga dal proprio Paese riguarda la Siria (6,5 milioni). È da questi tre Paesi messi insieme che provengono il 52% delle persone in cerca di rifugio o di protezione internazionale.

E dove fuggono? «Le cifre hanno confermano che, se misurate in base ai mezzi economici o all'indice di popolazione, rimangono i Paesi a basso e medio reddito del mondo – non gli stati ricchi – a ospitare la maggior parte degli sfollati. I 46 paesi meno sviluppati rappresentano meno dell'1,3% del prodotto interno lordo globale, eppure ospitano oltre il 20% di tutti i rifugiati». Per Filippo Grandi, alto commissario per i rifugiati, è importante che «venga dato maggiore supporto internazionale e che le responsabilità vengano divise equamente».

Soprattutto considerando che il numero di persone sfollate è in aumento. Ne dà esempio il conflitto scoppiato lo scorso mese di aprile in Sudan dove i rifugiati interni ed esterni superano già il milione.

Ciononostante, il Global Trend report mostra che le persone in fuga non sono condannate all'esilio dal proprio Paese. «Nel 2022 più di 339mila di rifugiati hanno fatto ritorno in 38 nazioni. Una cifra che è sì inferiore a quelle degli anni precedenti, ma che indica che delle persone sono volontariamente tornate in Sud Sudan, Siria, Camerun e Costa d'Avorio. Nel frattempo anche 5,7 milioni di persone sfollate internamente sono tornate alle proprie abitazioni, in particolare in Etiopia, Myanmar, Siria, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo».

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