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ITALIA
23.05.2021 - 18:210

Quella funivia che sostituì il trenino a cremagliera

Che aveva smesso di salire il Monte nel 1963, la storia di un impianto che fu un gioiello del made in Italy

STRESA - Una funivia costruita 50 anni fa per offrire la vista di uno dei panorami più belli del mondo. Quella del Mottarone era stata inaugurata cinquant'anni fa, nel 1970, e andò a sostituire il trenino a cremagliera che aveva fermato le sue corse sette anni prima.

Agli inizi del '900, si saliva invece sul Mottarone o a piedi o a dorso di mulo. Il monte, alto 1492 metri, è considerato uno dei "balconi" più belli d'Italia e forse del mondo. Nel 1954 anche il New York Times premiò quella vista dall'alto inserendo la visione delle Isole e del Lago dal Mottarone tra i dieci panorami più affascinanti del pianeta.

Dalle postazioni panoramiche presenti in vetta, si possono infatti ammirare le Alpi svizzere e italiane, le Isole Borromee, l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, molti dei laghi prealpini (il Lago Maggiore e il Lago d'Orta, innanzitutto, ma anche il Lago di Mergozzo, quello di Monate, il Lago di Comabbio e il Lago di Varese) e anche una porzione della pianura padana.

Fino al 1911 arrivare in cima al Mottarone non era semplice: il monte era accessibile da Stresa - raccontano le guide turistiche - soltanto a piedi, utilizzando le vecchie mulattiere degli alpigiani. Per facilitarne l'accesso e incrementarne sempre più il turismo, nel 1911 venne inaugurata la ferrovia a cremagliera e trazione elettrica: un trenino collegava Stresa alla vetta del Mottarone lungo 6 fermate impiegandoci circa poco più di un'ora.

Poi nel 1963 il trenino cessò il suo servizio sostituito con un servizio di bus (della Società Autoservizi Nerini di Verbania Intra), che faceva il percorso solo due volte al giorno, fino ad arrivare al 1970, anno in cui venne invece inaugurata la Funivia Stresa-Mottarone che collegava il lago alla vetta in soli 20 minuti. I lavori, cominciati nel 1967, si conclusero appunto in tre anni.

La rinuncia al trenino fu ispirata dalla legge 2 agosto 1952 che prevedeva infatti la trasformazione delle vecchie tramvie in autolinee o funivie.

Era in gran parte un gioiello "made in Italy" quella funivia: le opere murarie vennero infatti eseguite dall'Impresa Poscio di Villadossola, su progettazione dell'architetto Mario Cracchi di Baveno. La meccanica portava invece la firma dalla società Piemonte Funivie di Torino (fondata nel 1955), le parti elettriche dalla Marelli. La realizzazione delle funi fu invece affidata alla tedesca W.D.I., la Westfälische Drahtindustrie GmbH di Hamm.

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