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L'inquinamento atmosferico è stato riconosciuto oggi per la prima volta dalla giustizia britannica come un fattore chiave nella morte di una bambina.
REGNO UNITO
16.12.2020 - 14:070
Aggiornamento : 15:10

La giustizia britannica ha riconosciuto l'inquinamento atmosferico come causa della morte di una bambina

È una sentenza storica, quella pronunciata oggi nella capitale britannica

LONDRA - L'inquinamento atmosferico è stato riconosciuto oggi per la prima volta dalla giustizia britannica come un fattore chiave nella morte di una bambina: Ella Kissi-Debrah, uccisa nel 2013 a nove anni di età dall'asma a Londra, secondo quanto stabilito oggi da un coroner della corte londinese di Southwark.

Ella, nata da una famiglia di radici africane residente alla periferia sud-est della capitale del Regno, morì dopo essere stata ricoverata ben 27 volte in ospedale in tre anni. I genitori hanno dichiarato agli inquirenti di non esser mai stati messi a conoscenza di pericoli rappresentati dall'inquinamento per la salute della piccola.

La vicenda - Cresciuta in una casa di South Circular Road, nell'affollato sobborgo di Lewisham, Ella Kissi-Debra si arrese all'ultimo attacco di asma oltre sette anni fa, dopo un calvario ospedaliero di corse al pronto soccorso, ricoveri e dimissioni iniziato 2010. Un destino al quale - riconosce oggi il coroner in tribunale - l'inquinamento ambientale diede un tragico «contributo materiale» concreto.

La vicenda è stata al centro di una lunga causa giudiziaria, fino all'approdo di fronte alla Southwark Court. In base a una perizia del professor Stephen Holgate, medico legale, la vita di Ella rimase per mesi «sull'orlo del baratro» prima dell'attacco fatale.

Per il magistrato inquirente Philip Barlow, medico legale aggiunto della corte di Southwark, il verdetto è ormai chiaro. Dopo due settimane di udienze ad hoc - ha detto oggi Barlow - «sono giunto alla conclusione che Ella morì di asma» e per colpa di «un'esposizione eccessiva all'inquinamento dell'aria». Fra le cause del decesso, il coroner elenca quindi formalmente, numerandole, «uno scompenso respiratorio acuto; una forma severa di asma; l'esposizione all'inquinamento».

La madre della bambina, Rosamund, e due fratelli di Ella hanno assistito alla lettura del verdetto. Commentando la conclusione del procedimento, gli avvocati di Rosamund Kissi-Debrah hanno da parte loro sottolineato come l'inserimento nel certificato di morte dell'inquinamento ambientale come concausa del decesso sia senza precedenti nella storia della giustizia britannica.

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