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ITALIAPropaganda Isis, arrestato un 38enne a Milano

08.07.20 - 09:55
L'italiano aveva aderito alle posizioni più estremiste di matrice salafita
Keystone (archivio)
Fonte ats ans
Propaganda Isis, arrestato un 38enne a Milano
L'italiano aveva aderito alle posizioni più estremiste di matrice salafita

MILANO - Un 38enne italiano che si è radicalizzato col nome di "Issa" è stato arrestato oggi a Milano per apologia ed istigazione all'adesione all'Isis. L'uomo è stato fermato dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros).

Il 38enne, radicalizzato fin dal 2015 e in contatto attraverso i social con altri estremisti, secondo le accuse istigava i propri interlocutori ad abbracciare la jihad globale contro tutti gli infedeli. L'accusa ipotizzata nei suoi confronti è istigazione a delinquere aggravata dall'uso del mezzo telematico.

Secondo le indagini del Ros, il 38enne italiano - originario di Bari e residente a Milano - aveva pienamente aderito alle posizioni più estremiste di matrice salafita ed era impegnato a diffondere l'ideologia dello Stato islamico attraverso diverse piattaforme social condividendo immagini, video e documenti che esaltavano le violenze commesse dai terroristi dello Stato islamico.

Avrebbe inoltre frequentato l'associazione culturale Al Nur di Milano, di orientamento sunnita, e due minorenni che pregavano nello stesso centro di via Chiarissimi, ai quali avrebbe esternato tesi estremiste. L'inchiesta è stata condotta dal Ros e dal dipartimento antiterrorismo della Procura di Milano.

Immagini «ossessive» online - Secondo il 38enne italiano, l'emergenza Covid «è una cosa di Allah, una cosa positiva» perché «la gente sta impazzendo» e per i non musulmani «tutto l''haram' adesso è difficile farlo», ossia sono stati tolti loro i vizi. Dall'inchiesta emerge anche che avrebbe portato avanti per quasi 5 anni una «ossessiva» opera di diffusione di immagini, audio e video di matrice terroristica su internet, in particolare su Facebook, col profilo "Issa Ferrara", e sulla piattaforma Soundcloud. Immagini di Bin Laden, delle Torri Gemelle, di Al Bagdadi, di foreign fighters, di donne col mitra in mano, di bambini armati che giurano di uccidere i «miscredenti».

Il 38enne, nato a Canosa di Puglia (Bari) e che vive a Milano almeno dal 2011, «convertito» e «radicalizzato» dal novembre del 2015, stando all'imputazione, avrebbe fatto apologia dello Stato Islamico e istigato alla adesione all'organizzazione terroristica con la diffusione su internet di immagini e documenti, sia audio che video, di esaltazione delle azioni violente del "Daesh" e più in generale degli estremisti islamici definiti «martiri». E avrebbe anche condiviso link che rimandavano a siti riferibili all'Isis.

Le indagini sono partite da approfondimenti su una serie di persone che frequentavano l'associazione culturale Al Nur di Milano. Il 38enne, una persona all'apparenza «anonima», sarebbe stato in passato, per due soggiorni di tre mesi l'uno, in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti e poi era rientrato a Milano e, prima dell'arresto, lavorava in un parcheggio a pagamento nel capoluogo lombardo.

Secondo gli investigatori, la pericolosità del 38enne è stata «avvalorata dal circuito relazionale, sia nazionale sia internazionale, particolarmente qualificato, composto da una rete di persone dedite alla sistematica propaganda a favore dello Stato Islamico e dell'esaltazione del Jihad mediante la condivisione di post e commenti sui social».

Associazione Al Nur di Milano - L'associazione Al Nur di Milano, un luogo di culto ed aggregazione islamico costituito nel 2009, è stato oggetto di accertamenti perché i membri del direttivo sono emersi in varie indagini del Ros dei carabinieri. L'associazione, da quanto risulta, fa capo al movimento cosiddetto 'Jamaat Tabligh' che vuole riformare «spiritualmente l'Islam» ed è di orientamento sunnita.

Il centro islamico, stando alle indagini, era frequentato anche per la preghiera da due minorenni, un italiano e un tunisino, che sono risultati in contatto con il 38enne arrestato. Uno dei due, in particolare, era anche in contatto per via telematica col sito di 'Amaq', agenzia di stampa nota per essere lo strumento di propaganda dello Stato Islamico. Proprio dagli accertamenti sui due minori gli investigatori, nel febbraio 2018, hanno individuato il 38enne italiano che si intratteneva e parlava con loro fuori dal centro di via Chiarissimi, dopo la preghiera all'interno. Dalle indagini successive è venuto a galla che l'uomo aveva rapporti con persone coinvolte in recenti indagini su associazioni con finalità di terrorismo o per istigazione aggravata in materia di terrorismo.

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