keystone-sda.ch (MASSIMO PERCOSSI)
L'Istat ha certificato un forte aumento dei decessi nel Nord Italia rispetto alla media del periodo.
ITALIA
01.04.2020 - 16:530
Aggiornamento : 18:24

L'analisi dell'Istat: nelle prime tre settimane di marzo i decessi nel Nord Italia sono più che raddoppiati

Sono complessivamente 7593 i deceduti lombardi e 13155 quelli in tutta la nazione

ROMA - In Lombardia sono 44773 le persone risultate positive al coronavirus. Sono 1565 più di ieri, ma con un numero di tamponi processati più che doppio rispetto alla giornata precedente. 

I ricoverati sono complessivamente, 11927, 44 in più rispetto a ieri. Aumentano di 18 unità i ricoveri in terapia intensiva, a 1342. I dimessi sono 530, ieri erano stati 548. I deceduti nelle ultime 24 ore sono 394, che portano il bilancio delle persone che hanno perso la vita dall'inizio dell'emergenza (sempre secondo i dati ufficiali) a 7593.

I dati lombardi di oggi sono stati comunicati come sempre dall'assessore al Welfare Giulio Gallera. «È proprio adesso che sarebbe folle vanificare tutto» ha ammonito, riguardo al numero apparentemente in aumento di persone che sono uscite di casa nelle scorse ore. «È proprio l'essere restati in casa che ha portato a vedere una luce in fondo al tunnel».

I dati nazionali - Come di consueto, il capo della Protezione civile italiana Angelo Borrelli ha comunicato i dati nazionali. Le persone attualmente positive sono 80572 e i casi complessivi 110574. Le nuove positività sono 2937. 16847 i guariti, 13155 i deceduti, 727 più di ieri. I tamponi effettuati sono oltre 541mila.

Decessi più che raddoppiati nel Nord Italia - Nei primi 21 giorni di marzo nel nord dell'Italia i decessi sono più che raddoppiati rispetto alla media 2015-19. Il dato emerge dalla nota esplicativa dell'Istituto di statistica nazionale (Istat) che accompagna i dati sulla mortalità nella Penisola.

Nell'analisi, che tiene conto di 1'084 comuni, si evidenzia in particolare la situazione di Bergamo, dove i decessi sono quasi quadruplicati «passando da una media di 91 casi nel 2015-2019 a 398 nel 2020». «Incrementi della stessa intensità, quando non superiori - si legge -, interessano la maggior parte dei comuni della provincia bergamasca».

«Situazioni particolarmente allarmanti - sottolinea l'Istat - si riscontrano anche nella provincia di Brescia, nel cui capoluogo i decessi nelle prime tre settimane di marzo sono più che raddoppiati: da 134 nel 2015-2019 a 381 nel 2020. Va ancora rilevato come incrementi superiori al 200% siano presenti anche in capoluoghi come Piacenza o Pesaro. Considerando il genere e la classe di età dei deceduti, si conferma il maggiore incremento dei decessi degli uomini e delle persone maggiori di 74 anni di età».

I dati anticipatori dell'Istat saranno ora aggiornati costantemente ed estesi «a un numero sempre maggiore di comuni» in modo da «rendere disponibile alla comunità scientifica, ai decisori e ai cittadini dati di dettaglio utili per la comprensione delle dinamiche in atto». L'Istat, inoltre, effettuerà «ulteriori approfondimenti anche in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità per un più efficace monitoraggio dell'impatto dell'epidemia Covid-9 sulla mortalità complessiva». 

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