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Bambini e videogiochi: come evitare la simbiosi

A che età si può concedere l’uso della tecnologia ai più piccoli?
Deposit (archivio)
Bambini e videogiochi: come evitare la simbiosi
A che età si può concedere l’uso della tecnologia ai più piccoli?

Piacciono a tutti ed è facile trovare anche adulti appassionati, ma i videogiochi sono, indubbiamente, uno dei passatempi più accattivanti per i bambini. È per questo che ci si domanda, sempre più consapevolmente, quando sia il momento giusto per concederli ai pargoli e come aiutarli a farne un uso moderato così da evitare vere e proprie dipendenze. Non è un’esagerazione: i videogames possono davvero creare dipendenza, soprattutto nei bambini, dal cervello ancora immaturo, al pari di tutta la tecnologia che ci circonda e ci rapisce quotidianamente in molteplici attività, anche di svago. Indubbiamente prima di concedere i videogiochi come passatempo, è preferibile proporre un intrattenimento più coinvolgente fatto di attività da svolgere insieme e tanti giochi creativi che aiutino a stuzzicare ingegno e fantasia. Giocare con mamma e papà, dando vita a vere e proprie avventure sempre nuove, è un ottimo esercizio motivazionale per i bambini ed evita di lasciarli appassire su tablet e smartphone, se non addirittura attaccati alle specifiche consolle per dilettarsi con sempre più avvincenti videogames. 

Che li usino è quasi inevitabile e demonizzare gli strumenti tecnologici sarebbe un errore, però, come sempre, sono il buon senso e la giusta misura a fare la differenza tra uso corretto e improprio dei videogiochi. Come regolarsi? Cautela e dosaggio sono i filtri da adoperare, visto che i devices devono essere concessi ai piccoli con molta attenzione e per poco tempo per volta, così da non mettere a rischio il corretto sviluppo del loro cervello e delle facoltà cognitive che alcune ricerche hanno dimostrato essere danneggiate da un precoce e assiduo utilizzo degli strumenti digitali. Almeno sino ai tre anni i bambini dovrebbero rimanere lontani da smartphone, tablet e magari anche televisione, mentre fino ai sei anni dovrebbero scansare i giochi interattivi. Dopo lo sviluppo delle facoltà legate al senso logico, quindi dopo i sette anni, si può concedere l’avvicinamento ai videogiochi, mentre bisognerebbe aspettare i nove anni per l’uso di internet a contenuti adatti ai bambini, lasciando dopo i dodici anni una navigazione più libera, ma comunque sottoposta ai limiti del parental control su tutti i dispositivi in uso ai ragazzini. 

Queste possono essere considerate le linee guida grazie alle quali permettere un uso responsabile e non dannoso della tecnologia a disposizione a tutela dei più piccoli, evitando loro di entrare in contatto con contenuti inappropriati alla loro età e alla loro sensibilità. Evitare che il loro sviluppo mentale possa essere condizionato o alterato da un’overdose di tecnologia è importante, ma evidentemente difficile considerate tutte le stimolazioni esterne e le abitudini diffuse. Per aiutare i bambini a non diventare schiavi della tecnologia, lasciandoli impallidire ipnotizzati da uno schermo, anche mamma e papà devono dare il buon esempio evitando di smanettare continuamente su cellulari e tablet anche a casa, preferendo dedicarsi a trascorrere del tempo con i piccoli della famiglia.

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