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ti.mammeOmosessualità: quanto conta l’aiuto dei genitori?

27.06.23 - 07:30
Difendere l’identità e l’affermazione dei figli è sempre la prima mission di mamma e papà
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Omosessualità: quanto conta l’aiuto dei genitori?
Difendere l’identità e l’affermazione dei figli è sempre la prima mission di mamma e papà

Che sia un sospetto o una rivelazione, l’omosessualità di un figlio o una figlia può sorprendere i genitori e generare reazioni differenti che spaziano tra lo sconcerto e la paura. Qualunque sia la situazione il compito di mamma e papà è come sempre quello di essere d’aiuto e di sostegno ai propri figli, ricordando che a prescindere dal loro orientamento sessuale hanno diritto a veder riconosciute e difese la propria dignità e la propria felicità, meritando sempre rispetto. Detto questo, sarà utile per i genitori informarsi e documentarsi sull’argomento per poter offrire un supporto efficace e, soprattutto, il più possibile sgombro da preconcetti. Indubbiamente non si tratta di una cosa semplice, ma bisogna ricordare che non lo è nemmeno per i diretti interessati. Rendersi conto della propria proiezione sentimentale e fisica verso persone dello stesso sesso, sebbene sia stata riconosciuta spesso sin dall’infanzia, non rappresenta un passaggio semplice e doverlo condividere per poter vivere serenamente e senza sotterfugi la propria realtà può essere abbastanza complicato. 

Uscire allo scoperto, ovvero fare il cosiddetto coming out è il passo decisivo nella rivelazione del proprio orientamento sessuale e, a qualsiasi età si faccia, crea un inevitabile impaccio per chi lo effettua così come per chi lo apprende. Presentare il fidanzato o la fidanzata può essere imbarazzante, ancor di più se dello stesso sesso, per i figli e per i genitori ed è, quindi, utile prepararsi ad un confronto conoscitivo proprio tra genitori e figlio o figlia. Partendo dal presupposto che l’omosessualità non può e non deve essere intesa come una realtà anormale, mamma e papà avranno diritto alla comprensione per la scarsa conoscenza in materia, specialmente in virtù dell’impegno e della buona volontà a capire e conoscere. 

È senza dubbio questo il primo passo utile da compiere per essere d’aiuto a un figlio o una figlia che abbiano dichiarato la propria omosessualità: essere disposti a comprendere e accettare soprattutto per evitare gli atteggiamenti tipici di chi ha difficoltà a confrontarsi con una realtà diversa, che possono generare fraintendimenti e stereotipi. Evitare qualsiasi forma di emarginazione anche in casa è fondamentale per dare serenità e stabilità anche emotiva al figlio o alla figlia che hanno riconosciuto e dichiarato la propria omosessualità. Vietati i commenti e i riferimenti discriminanti, al pari di un linguaggio offensivo, in relazione all’argomento, per evitare mortificazioni e vergogna. Un genitore che vuole il bene del proprio figlio non cambia intendimento alla luce di un diverso orientamento sessuale, e si comporta come vorrebbe che si comportasse anche il resto della società accettando e rispettando l’identità di ogni individuo e riconoscendogli diritti e libertà.

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COMMENTI
 

andrea28 1 anno fa su tio
L'articolo é condivisibile ma come spesso accade in questi casi vede il problema solo da un punto di vista. Non sono solo i genitori a dover comprendere i figli omosessuali e a rispettarli, ma sono anche i figli omosessuali a dover comprendere che per un genitore possa essere difficile accettare la situazione almeno all'inizio. Nell'articolo si dice che non si tratta di una realtà anormale. Ma parlare di normalità non vuol dire esprimere un giudizio. La definizione di normalità: condizione riconducibile alla consuetudine o alla generalità, interpretata come ‘regolarità’ o anche ‘ordine’. L'omosessualità tocca una piccola parte della popolazione, per cui dire che non é normale non vuol dire esprimere un parere negativo, ma semplicemente dire che non é nella media, non consueto. Né meglio né peggio. Altrimenti saranno gli omosessuali a pretendere di essere accettati, ma le pretese portano spesso al conflitto. Comprensione, non pretese.

mestesso 1 anno fa su tio
Zalone ha giá detto tutto

Andy 82 1 anno fa su tio
tanti blaterano. ma vorrei vedere quanti accetterebbero un cosa simile. nn sono Nostradamus mà in molti x farsi vedere migliori scriveranno..IO ACCETEREI UN FIGLIO O FIGLIA COSÌ...

Andy 82 1 anno fa su tio
i miei mi avrebbero bannato dalla famiglia e credo sia comprensibile. io farei lo stesso...

Acrobat 1 anno fa su tio
Risposta a Andy 82
Bravissimo. Hai capito tutto. Vai in Cecelia. Per favore…

mestesso 1 anno fa su tio
Risposta a Andy 82
Concordo in pieno

Golf67 1 anno fa su tio
I genitori sono i nostri principali referenti. Ci affidiamo a loro per consigli, sfoghi, pareri, per quasi ogni cosa. Se manca questo appoggio allora diventa tutto più difficile. Genitori siateci, sempre. Magari non capirete, magari avrete altre opinioni, ma non lasciate mettete barriere lasciando soli i vostri figli.