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CANTONE«È un turismo che tira, stiamo sprecando un'occasione»

09.08.22 - 06:00
Boom di camper in Svizzera (e non solo). Ma in Ticino non ci sarebbero abbastanza spazi. Perché?
Manuel Garbani
«È un turismo che tira, stiamo sprecando un'occasione»
Boom di camper in Svizzera (e non solo). Ma in Ticino non ci sarebbero abbastanza spazi. Perché?
Manuel Garbani, presidente dell’associazione di categoria: «Chi viaggia con questi mezzi lascia anche soldi sul territorio. Nei negozi, nei ristoranti, nelle piscine…»

LOCARNO - È boom di camper in tutta Europa. Già da un paio d’anni. Ma nella Svizzera italiana scarseggiano le aree in cui sostare. Anzi, il Ticino sembra proprio essere il Cantone più restrittivo da questo punto di vista. «Ci sono troppi vincoli – sostiene Manuel Garbani, presidente dell’associazione dei camperisti della Svizzera italiana –. È ora di cambiare mentalità. Così si perde un’enorme occasione di fare turismo».

Quello dei camper è un trend ormai consolidato.
«È così. Il Covid e i problemi con i voli hanno fatto esplodere questa moda. Basti pensare ai numeri ticinesi. A giugno 2020 erano 1.400 i camper immatricolati in Ticino. Adesso sono 1.843. Solo nell’ultimo anno sono stati immatricolati 268 veicoli in più, con una crescita del 17%. Anche altrove la tendenza è analoga. In tutta la Svizzera nel 2021 risultavano immatricolati 79.899 camper. Il doppio rispetto a dieci anni prima». 

Qual è il messaggio che non passa?
«I Comuni non si rendono conto del potenziale che i camper offrono. Il turista che arriva col camper lascia anche soldi sul territorio. Magari facendo un pasto al ristorante, andando in piscina, nei negozi... Attualmente le aree disponibili, comprendendo anche la Mesolcina, sono una decina. Ne servirebbero almeno il doppio per soddisfare la domanda».

Così non si rischia di incentivare il "campeggio selvaggio"?
«Rischi il "campeggio selvaggio" se non disponi di strutture adeguate. Perché se una persona arriva in Ticino col camper e non trova lo spazio apposito in cui sostare, poi magari va a cercare una soluzione nelle valli, in posti non autorizzati, creando problemi a contadini o residenti». 

Cosa dovrebbe cambiare?
«Si sa che il Ticino è una meta gettonata perché consente di vivere una vacanza in mezzo alla natura. Adesso sarebbe davvero importante semplificare le procedure che consentano l’apertura di nuove aree, creando regole chiare e adattando la legge attuale. La nostra associazione è un punto di riferimento ed è disposta a valutare le candidature di chi ha uno spazio da offrire. Però la politica deve fare la sua parte. È importante creare aree in cui il camperista venga indirizzato e possa sostare anche solo per alcune ore, ovviamente pagando, senza dovere girare a vuoto nei centri per cercare un posteggio, creando problemi di viabilità».

Perché si è arrivati a regole tanto restrittive?
«Tutto risale a una quindicina di anni fa, quando c’era il problema degli zingari che invadevano ogni spazio senza chiedere il permesso. Adesso però quel problema non c’è più».

A San Bernardino sta per aprire una nuova area per i camper. Una buona notizia, o no?
«Certo. A San Bernardino sono stati lungimiranti. Ci sono vari progetti in corso anche nel Bellinzonese. E non dimentichiamo che a Locarno lo spazio destinato ai camper è stato ingrandito dopo un paio d'anni dall'apertura dell'area, e ora ci sono ben 37 posti. Allo stesso tempo però mi viene da dire che è ancora troppo poco se consideriamo la grande richiesta che c’è. Inoltre a causa delle lacune legislative stanno sorgendo aree provvisorie, con prezzi esagerati e senza servizi. È un fenomeno da limitare e regolamentare al più presto».   

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