L'ultimo straziante messaggio inviato dalla moglie di Diogo Jota

Una biografia sulla vita del calciatore, tragicamente scomparso nel luglio 2025, uscirà giovedì prossimo.
Una biografia sulla vita del calciatore, tragicamente scomparso nel luglio 2025, uscirà giovedì prossimo.
Nove mesi dopo la tragica scomparsa di Diogo Jota in un incidente stradale, una biografia su vita e carriera dell'ex nazionale portoghese (49 presenze e 14 reti con la maglia lusitana) uscirà giovedì prossimo.Il libro, scritto dall'ex calciatore portoghese José Manuel Delgado (68 anni), si intitola "Nunca Mais e Muito Tempo". Il titolo significa "Mai più e molto tempo". L'opera contiene molti passaggi toccanti, come ha rivelato la presentatrice Isabel Gigueira, che ha potuto leggerla in anteprima condividendone alcuni estratti alla TV portoghese.
La giornalista ha svelato in particolare l'ultimo messaggio inviato da Rute Cardoso a Diogo Jota. Un ultimo sms «sconvolgente», rimasto però senza risposta, che riguardava il matrimonio dei due innamorati celebrati solo undici giorni prima della morte del calciatore. «Quello che mi ha maggiormente colpito - ha raccontato la giornalista - è il modo in cui Rute ha raccontato gli ultimi messaggi che gli ha inviato, messaggi che Diogo non ha mai ricevuto. Dice che aveva appena ricevuto il video del matrimonio e scrive: "Amore mio, quando avrai finito, chiamami, perché ho qualcosa da mostrarti". E quel qualcosa era proprio quel video».
Nella biografia, la vedova, madre di tre figli, ha anche condiviso la sua immensa preoccupazione quando improvvisamente si è ritrovata senza notizie dal proprio marito. «Ha raccontato, tra l'altro, di aver chiamato l'hotel dove Diogo Jota e André Silva avrebbero dovuto passare la notte, poi gli ospedali, la polizia e persino una persona vicina con contatti tra le forze dell'ordine spagnole».
Un altro estratto della biografia è trapelato sulla rivista portoghese "Flash". In questo passaggio, Rute Cardoso ha spiegato il motivo per cui suo marito fosse alla guida della Lamborghini benché non fosse un grande appassionato di quel genere di auto. «Contrariamente alla maggior parte dei calciatori, che amano le auto di lusso, i gioielli e gli orologi appariscenti, Diogo non è mai stato attratto da queste cose», ha raccontato la moglie nel libro. «I veicoli che avevamo gli bastavano. Forse perché non si è mai davvero interessato alle auto, ha colto l'occasione per provare a guidare una Ferrari, che tra l'altro ha restituito la mattina del nostro matrimonio. Poi ha noleggiato la Lamborghini».
Circa 90 testimonianze, tra cui quelle di numerosi ex compagni di squadra e allenatori al Liverpool o nella nazionale portoghese, oltre al racconto dei sfortunati genitori di Diogo Jota, sono state raccolte da José Manuel Delgado per arricchire il suo libro. Un libro destinato a far versare molte lacrime.




