TI.MAMMEBronchiolite: l’acerrima nemica dei neonati

05.01.23 - 07:30
L’infezione aggredisce le vie respiratorie dei piccoli sotto i sei mesi di età
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Bronchiolite: l’acerrima nemica dei neonati
L’infezione aggredisce le vie respiratorie dei piccoli sotto i sei mesi di età

Colpisce i bambini di pochi mesi ed è una malattia infida causata da virus poco pericolosi per gli adulti e dai sintomi più marcati nei piccolini. Parliamo della bronchiolite: patologia che si manifesta con febbre, tosse e difficoltà respiratorie e, come detto, colpisce soprattutto i bambini di pochi mesi. Causa della malattia è principalmente il virus respiratorio sinciziale a facilissima diffusione poiché determina contagio così come ogni infezione respiratoria attraverso particelle espulse con tosse o starnuti dai soggetti infetti. Altre cause possono essere il comune raffreddore e la parainfluenza. Quando un bambino contrae la bronchiolite è indispensabile monitorarlo continuamente ed attentamente verificando soprattutto la sua respirazione seguendo le indicazioni fornite dal pediatra durante la visita per accertare la malattia. 

Sarà normale una minore vivacità del piccolo, ma se il suo atteggiamento desta sospetti è preferibile rivolgersi al medico. Tosse, febbre e respiro sibilante ed accelerato sono i tipici sintomi della bronchiolite e se sono soggetti ad un peggioramento con l’aggiunta di cianosi intorno alla bocca e disidratazione a causa del vomito e della difficoltà ad assumere liquidi, provocando ansia ed irrequietezza nei piccoli diventa necessario procedere al ricovero del piccolo che potrà essere così aiutato con somministrazione di ossigeno e liquidi.  Molta attenzione deve essere prestata anche alla quantità di latte assunto dal piccolo per verificare che si nutra adeguatamente. In caso di allattamento al seno, il latte potrà essere prelevato dalla mamma e dato al bebè con il biberon per farlo stancare meno. Purtroppo non esiste una cura specifica per debellare la bronchiolite e le uniche soluzioni da adottare per migliorare la respirazione dei piccoli pazienti prevedono lavaggi nasali ed aerosol con soluzione ipertonica. 

Di grande aiuto risulta la prevenzione da praticare dentro e fuori casa. Evitare contatti con persone raffreddate è il primo step al quale seguono le norme di igiene più ovvie: lavaggio frequente ed accurato delle mani, soprattutto prima di toccare il bambino da parte di chiunque entri in contatto con lui, pulizia degli oggetti e delle superfici destinate al pargolo sulle quali potrebbero depositarsi molecole infette. Durante l’accudimento del piccolo bisognerà evitare di toccarsi naso, bocca e occhi per scongiurare il rischio di contagio. Anche l’esposizione al fumo passivo è da evitare assolutamente (e non solo per prevenire la bronchiolite). Una giusta terapia consente al piccolo paziente di guarire al massimo in 5 giorni, con il possibile protrarsi di tosse e respiro sibilante anche per un mese, ma generalmente senza complicanze.

TMT (ti.mamme team)
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