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TI.MAMME
03.06.2021 - 08:000

Abbiamo tutti intelligenze multiple da sfruttare

Favorire le inclinazioni personali dei bambini per favorire il sapere su cui si fonda ogni ingegno

Raccogliere dati e sviluppare la capacità di distinguerli sono le basi dell’intelligenza secondo la neuropsichiatra infantile – nonché educatrice e pedagogista – Maria Montessori. Da questo concetto deriva l’importanza dell’ambiente educativo a disposizione dei bambini, che deve essere ordinato affinché i piccoli possano orientarsi senza confusione tra le informazioni che ricevono, lontano da distrazioni capaci di frenare la loro conoscenza. Perché è proprio la conoscenza che permette lo sviluppo delle competenze che, a loro volta, seguono lo stimolo delle inclinazioni che porta a sviluppare un’area di esperienza corrispondente ad un’intelligenza specifica. Ognuno di noi, infatti, è dotato di intelligenze multiple distinte in aree di abilità: esistenziale e linguistica, prima di tutto, e poi inter ed intrapersonale (empatia e star bene con se stessi), logico-matematica (ragionamento), musicale (riconoscimento e produzione della musica), spaziale (orientamento). 

Insomma, l’intelligenza è la capacità di gestire una situazione in un determinato contesto in base alle proprie competenze, acquisite con l’esperienza, quindi ogni abilità corrisponde ad una forma d’intelligenza ed è per questo che lo psicologo americano Howard Gardner parla di intelligenze multiple. Il pensiero di Montessori e Gardner finisce per confluire nell’idea di stimolare ed assicurare interessi e concentrazione affinché i bambini possano esercitare l’apprendimento, seguendo inclinazioni personali e spontanee. Ogni interesse si manifesta spontaneamente quando un bambino si trova in un ambiente ricco di stimoli ordinati e chiari intorno ai quali il piccolo concentrerà la propria attenzione, rivelandosi pronto a trovare risposta a tutti i suoi interrogativi. Questo autentico interesse si trasforma nella capacità di concentrarsi su una determinata attività e la costanza in questo genera apprendimento. 

Come possono essere d’aiuto gli adulti? Escludendo prima di tutto ogni pregiudizio e personali progetti volti ad indirizzare le scelte infantili, e favorendo la possibilità di concentrarsi sulla propria predisposizione. In un gruppo, ogni bambino avrà le sue inclinazioni risultando più portato per determinate attività invece di altre, quindi ognuno avrà le proprie competenze intellettive: qualcuno sarà più portato per le attività logiche e qualcun altro per quelle motorie, per esempio. L’intervento dell’educatore ha, quindi, il compito di lasciare che ogni bambino segua e coltivi la propria competenza senza precludergli, comunque, la scoperta di altri ambiti, così da rendersi pienamente conto dei propri punti di forza e di quelli dei compagni. Un’ottima premessa per l’ingresso futuro nel mondo del lavoro che richiede sempre più la cooperazione delle intelligenze di tutti i membri di un team.

TMT (ti.mamme team)

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