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TI.MAMME
09.04.2021 - 08:000

Piccoli ipocondriaci crescono

Come affrontare la paura dei bambini di ammalarsi e di ferirsi

Se pensate che l’infanzia sia un periodo gioioso e privo di problemi, commettete un errore di fondo che ogni bambino, se potesse, provvederebbe razionalmente a confutare. Perché in realtà anche i piccoli hanno le loro ansie, dalle quali scaturiscono paure serie, proporzionalmente alla loro età. Si comincia con la perdita del contatto fisico con la mamma intorno ai 9 mesi che diventa vera e propria ansia da separazione verso i 18 mesi e sino ai 3 anni. Poi arrivano il buio, i temporali, ma anche babbo natale, i mostri e le streghe, ovvero tutti quei concetti che li incuriosiscono ed, al contempo, li spaventano. Insieme a queste ansie, i bambini, che hanno cominciato a migliorare il modo di muoversi e di esprimersi, sviluppano anche il timore dei pericoli fisici che si aggiungono a quelli di ferirsi ed anche di ammalarsi. Quella delle malattie, in particolare, diventa una paura tanto più radicata quanto vissuta di riflesso in caso di problemi salutari di un genitore. È proprio l’atteggiamento di mamma e papà ad influenzare la paura dei piccoli, ed il loro modo di approcciare quello che crea ansia può infondere sicurezza o, al contrario, timore maggiore. 

La parola d’ordine, in questi casi, è equilibrio, ovvero la giusta misura nel rendere noto il pericolo possibile, senza generare fobia. Ogni adulto deve evitare di scaricare sui piccoli di casa le proprie angosce: se mamma è eccessivamente preoccupata ed iperprotettiva, sempre preoccupata che il suo angioletto possa ammalarsi o farsi male, deve correggere il suo atteggiamento per evitare di riversare la sua ansia sui propri bambini affinché non crescano oberati da ulteriori angosce. Meglio nutrire la fiducia in se stessi dei pargoli, aiutandoli a riconoscere le proprie capacità anche a discernere i potenziali pericoli. Ma se una paura c’è non bisogna assolutamente sminuirla né, tantomeno, adoperarla come un’arma. Quella di chiamare l’uomo nero in caso di capricci, per esempio, è minaccia assurda e sadica per un bambino che ha paura del buio e dei mostri che potrebbero popolarlo! E prendere in giro il piccolo che ha paura della befana, non è assolutamente educativo. Crescendo le ansie e le paure dei bambini si stemperano e svaniscono, ma fino a quel momento è indispensabile garantire loro comprensione e pazienza per aiutarli a conquistare la serenità.

TMT (ti.mamme team)

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