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03.01.2020 - 14:000

Gravidanza e disabilità: un tabù da smentire

L'esperienza, tra problemi e scoperte, di una futura mamma con tetraparesi spastica

«Sono Laura, ho la tetraparesi spastica e sono incinta». Con questa presentazione, una giovane donna italiana ha deciso di abbattere il tabù disabilità-gravidanza. Lei è Laura Coccia, 33 anni, ex parlamentare italiana tra le fila del Partito Democratico, ed atleta, da sempre sostenitrice dei diritti dei portatori di handicap. Durante la sua attività politica ha avanzato le proposte di legge per lo sviluppo delle corrette attività motorie, sin dalla scuola primaria, e la parità di genere nello sport professionistico. Argomenti che avvalorano l'importanza dell'attività fisica mirata per i disabili, al fine di consentire loro una vita il più normale possibile. 

Ed è la normalità il filo conduttore dell'impegno di Laura Coccia che, affrontando i disagi della gravidanza, peggiorati dalla sua condizione di disabile, ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza. Scoprendo che sul web non esistevano approfondimenti sui disturbi della gravidanza in caso di handicap più o meno gravi, la donna ha deciso di pubblicare sui social le sue scoperte. Dalla ventunesima settimana di gestazione, Laura racconta la sua storia, alternando aneddoti ed argomenti scientifici che analizzano ogni disturbo fisico tipico del periodo. 

I dolori alla schiena legati alla gravidanza ed esasperati dai problemi di una persona con tetraparesi spastica, un conato di vomito improvviso che può far perdere l'equilibrio, ma anche i dubbi di chi la incontra ed ancora si stupisce che una donna disabile possa essere incinta, sono alcuni degli argomenti trattati nel diario on-line di Laura. Positivo il riscontro di chi legge i suoi post  ed in essi trova qualcosa di proprio, sentendosi meno sola. 

Il piccolo, che si chiamerà Giacomo, nascerà a gennaio e Laura è alle prese con l'organizzazione pratica in vista del suo arrivo. La futura mamma non riesce a stare in piedi a causa della disabilità, e deve trovare una soluzione che le permetta di fare una passeggiata da sola con il suo bambino o cambiargli il pannolino su una superficie più bassa di un normale fasciatoio. I negozi specializzati non offrono alternative e, quindi, bisogna inventarsene una e, poi, condividerla per poter aiutare qualunque altra mamma con problemi simili a sentirsi meno esclusa dalla normalità.

 


TMT (ti.mamme team)

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