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Trapianti: muore a Lecco dopo parto, da marito ok a maxi prelievo organi

Trapianti: muore a Lecco dopo parto, da marito ok a maxi prelievo organi
Milano, 9 lug. (Adnkronos Salute) - E' morta dopo aver dato alla luce i suoi due gemelli, e dopo 9 giorni di coma in cui era sprofondata a seguito di un'emorragia cerebrale molto estesa. Ma con i suoi organi Katia Longhi, 34 anni di Alzate Brian...

Milano, 9 lug. (Adnkronos Salute) - E' morta dopo aver dato alla luce i suoi due gemelli, e dopo 9 giorni di coma in cui era sprofondata a seguito di un'emorragia cerebrale molto estesa. Ma con i suoi organi Katia Longhi, 34 anni di Alzate Brianza, salverà la vita di molte altre persone con lunghe storie di sofferenza alle spalle.

Reni, pancreas, cuore, polmoni, fegato e cornee. I camici bianchi dell'ospedale Manzoni di Lecco, dove era ricoverata, sono riusciti a prelevarle persino i vasi arteriosi e venosi. Il marito della donna non si è lasciato vincere dal dolore per la perdita della sua compagna e ha dato un tempestivo ok alla donazione che ha fatto partire l'intera macchina. Nella notte fra il 7 e l'8 luglio la sfortunata mamma è stata sottoposta a quello che i medici hanno definito un "eccezionale prelievo multiorgano".

L'equipe, composta da camici bianchi dell'ospedale e dei centri lombardi a cui sono stati andati gli organi, ha condotto l'intervento plurimo dopo la procedura di accertamento della morte cerebrale. I reni, il pancreas e il cuore, così come i polmoni, il fegato e i vasi arteriosi e venosi sono già stati destinati a pazienti in attesa di trapianto, in lista d'attesa nell'ospedale Niguarda di Milano, nel Policlinico San Matteo di Pavia e in quello del capoluogo lombardo. Le cornee sono state conservate nella Banca degli Occhi di Monza.

Katia Longhi era approdata all'ospedale di Lecco il 28 giugno scorso, in condizioni disperate. La donna aveva appena partorito due gemelli al Fatebenefratelli di Erba. Ma durante il travaglio ha improvvisamente perso conoscenza.

I medici le hanno diagnosticato un'emorragia cerebrale 'massiva'. Ed è scattato il trasferimento nella Neurorianimazione del Manzoni di Lecco. A nulla sono serviti i trattamenti intensivi e le terapie mediche rianimatorie a cui è stata sottoposta. Così come l'intervento neurochirurgico di decompressione ossea del cranio. Katia non ha mai dato segni di ripresa, fino alla morte, accertata alle 21.30 di martedì.

L'ospedale di Lecco ha lodato, in una nota, il gesto "di straordinaria generosità del marito, che ha donato la vita ad altre persone in gravissime condizioni cliniche. Un gesto che, spiegano i camici bianchi dell'ospedale, "ha segnato e commosso l'intera azienda ospedaliera, in questo tragico momento particolarmente vicina al marito e ai familiari di Katia Longhi".

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