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Viaggi & TurismoUn museo svizzero al cento per cento

12.07.22 - 09:52
Visita al Forum della storia, il museo nella “culla della Svizzera”
Foto CR
Un museo svizzero al cento per cento
Visita al Forum della storia, il museo nella “culla della Svizzera”

SVITTO - Il Forum della storia svizzera Schwyz è stato aperto nel 1995 ed è la sede del Museo Nazionale nella “culla della Svizzera”. Nei tre piani superiori, il museo mostra il tempo prima della formazione della vecchia Confederazione Svizzera nel Medioevo. Sono esposti oggetti preziosi e significativi provenienti da tutte le parti della Svizzera e dall'estero. Anche i nuovi media sono usati deliberatamente nella presentazione. Le stazioni multimediali offrono l'opportunità di esplorare in modo interattivo e approfondire giocosamente il tema della mostra.

Le mostre che cambiano regolarmente nel seminterrato sono di grande importanza per la regione e la Svizzera centrale. Nelle mostre temporanee vengono ripresi e presentati in modo tempestivo temi attuali. Un attraente shop del museo con interessanti libri sulle mostre completa l'offerta riservata ai visitatori.

Le leggende fanno rabbrividire, sorprendono e affascinano al tempo stesso. Esistono gli spiriti, i draghi, le streghe e i diavoli? Cosa sono i segni protettori? E quanto c’è di vero nelle leggende? Dal 23 aprile al 2 ottobre 2022, la mostra “Il leggendario arco alpino”, dedicata ai racconti provenienti dall’arco alpino centrale, ne illustra l’origine e la diffusione.

Il miracoloso “ponte del Diavolo”, la vendicativa “Sennentuntschi” e naturalmente Guglielmo Tell: questi esempi mostrano la ricchezza di leggende famose dell’arco alpino centrale. A differenza delle fiabe, le leggende sono considerate «vere» e hanno sempre un nesso con un luogo, una persona, un evento o un determinato periodo. Le leggende descrivono avvenimenti straordinari, sovrannaturali o prodigiosi. Parlano di spiriti, streghe e diavoli, ma anche di personaggi ed episodi storici. Non sorprende quindi che le leggende affascinino, facciano rabbrividire e spesso svolgano anche funzioni educative, moralizzanti e di critica sociale.
Ma perché e come si è sviluppata la raccolta di leggende? Cosa c’è dietro questi brevi racconti? Superstizione, credenza popolare o addirittura un pezzo di storia, come quella che associamo a Guglielmo Tell? E cosa ci dice la «migrazione» dei motivi delle leggende?

La mostra Il “leggendario arco alpino”, che potrà essere visitata fino al 2 ottobre 2022 al Forum della storia svizzera di Svitto, risponde a questi e a molti altri interrogativi che ruotano attorno alle ‘leggende’, concentrandosi sull’origine e sulla diffusione, ma anche sulla funzione e sull’effetto delle leggende. La mostra è dedicata alle leggende trasmesse sia oralmente sia per iscritto, ma anche alle innumerevoli immagini generate dalle leggende. I riflettori sono puntati su racconti noti come quelli del funesto “ragno nero”, dell’infuocato «drago del Pilatus» o anche della stregata “Blüemlisalp”. In postazioni audio, i visitatori potranno inoltre ascoltare molte altre leggende dell’arco alpino, tuffarsi in storie inquietanti – e al termine della mostra rendersi conto dell’importanza e dell’effetto che le leggende conservano anche ai giorni nostri o per la propria persona.

Un variegato programma collaterale invita gli interessati a riflettere su vari aspetti legati alla tematica delle leggende svizzere: avvincenti visite guidate da esperti proporranno impressioni e interessanti retroscena sulla ricezione, sull’origine e sui vari motivi delle leggende. Visite guidate per le famiglie e seminari dedicati agli amuleti permetteranno a grandi e piccoli di tuffarsi nel mondo delle leggende. “Notti del racconto” consentiranno di entrare in contatto con tipiche leggende provenienti dai Cantoni Uri, Ticino, Vallese o Svitto.

Il mio reportage alla scoperta delle perle del canton Svitto termina qui: sicuramente tornerò in questa regione, ricca di storia e immersa in una cornice naturale davvero unica.

Gli articoli di questa serie sul canton Svitto sono stati pubblicati il 20 febbraio, l’11 e 28 marzo e il 9 aprile.

Testo a cura di Claudio Rossetti

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