Immobili
Veicoli

LUCERNAMare, spiaggia e palme a Lucerna? Davvero?

19.03.22 - 08:50
Visita guidata al Giardino dei Ghiacciai con la nuova esposizione all’interno della montagna
CR
LUCERNA
19.03.22 - 08:50
Mare, spiaggia e palme a Lucerna? Davvero?
Visita guidata al Giardino dei Ghiacciai con la nuova esposizione all’interno della montagna

LUCERNA - Nel nuovo “Rock World” (Felsenwelt) nel Giardino dei Ghiacciai, ora si ha l'opportunità di conoscere questo passato marittimo di Lucerna. Non volevo assolutamente perdermelo. Unitevi allora a me in una visita guidata attraverso il nuovo tunnel di roccia sotterraneo.

Margrit Egli mi aspetta all’entrata del Gletschergarten (Giardino dei Ghiacciai) per la visita guidata. Parla molto bene la lingua italiana e mi confida che regolarmente accompagna classi in gita provenienti dalla Svizzera italiana. Prima di iniziare guardo l'imponente monumento del leone morente. «Per noi la parete rocciosa in arenaria è molto più interessante, perché racconta chiaramente la storia del suolo di Lucerna», mi confida.

Qui, sul sito del parco, un tempo c'era una cava i cui materiali furono persino usati per costruire parti della Chiesa di Corte. Gli strati inclinati sono molto riconoscibili e indicano in modo impressionante come si è formata la roccia. E proprio questa caratteristica è stata di grande importanza per la costruzione del mondo roccioso.

Nella prima parte del parco ci troviamo immediatamente faccia a faccia con gli impressionanti vasi glaciali, le cosiddette “marmitte dei giganti”. Non sono solo testimoni dell'era glaciale, che seppellì l'intera regione sotto uno strato di ghiaccio 20 anni fa. I gusci fossilizzati e le foglie di palma indicano anche che Lucerna doveva essere un paradiso marino subtropicale quasi 20 milioni di anni or sono. Sono impressionato dai contrasti che il tempo può creare.

Proseguiamo, trovandoci davanti alla “Schweizerhaus” (casa svizzera) sotto l'albero di ginkgo. Il colorato edificio è stato costruito in"stile traforo. L'ex casa della famiglia Amrein è da sempre piena di curiosità e oggetti da collezione - e quindi è stata convertita presto in un museo. Diagonalmente di fronte alla casa-museo c'è l'entrata al sempre popolare labirinto di specchi (sicuramente l’avete visitato in passato).

Dopo la morte del marito, Marie Amrein-Troller si occupò dell'espansione del Giardino dei Ghiacciai e insistette sull'integrazione del labirinto. Non perdetevi, nel seminterrato, la visita del bellissimo e prezioso modello della Svizzera centrale, realizzato nel 1786 dal topografo Franz Ludwig Pfyffer. «Pensate, persino i comandanti venivano un tempo ad osservare questo rilievo per preparare le campagne militari. Era così perfetto e poi, non dimentichiamo, senza disporre di carte geografiche o sistemi GPS», prosegue la guida.

Finalmente entriamo nell'atmosfera oscura del nuovo mondo della roccia, la “Felsenwelt”. In fila indiana, seguo la guida nel tunnel. E qui finalmente osservo come gli strati inclinati della parete rocciosa vicino al Monumento del leone morente sono stati integrati nel nuovo mondo della roccia. Le pareti del tunnel sono state costruite ad angolo. Sono paralleli agli strati di roccia e alla fessura della roccia. «L'intera costruzione è un'opera d'arte», sottolinea la signora Egli e rende omaggio agli artigiani e agli ingegneri e architetti che hanno partecipato alla costruzione del rivestimento in cemento. È persino stato patentato un tipo di cemento con alla base il materiale di scavo estratto durante la costruzione.

All'interno del mondo roccioso, incontriamo uno spettacolo di luci che mi affascina immediatamente. Linee sottili danzano sulle pareti nude della roccia e mostrano quali animali ed organismi hanno vissuto qui a Lucerna nel corso dei secoli. Mammut, pinguini, lupi o persino meduse ci passano davanti come pitture rupestri che prendono vita. I suoni echeggianti e il costante gocciolare della roccia umida ci trasportano in un altro mondo.

Arrivando alla parte posteriore della volta del tunnel, il sentiero conduce ad un impressionante lago sotterraneo. Attenzione a non cadervi dentro! La mia guida sottolinea: Il fatto che la costruzione di questa scala in mezzo alla parete inclinata sia riuscita è un miracolo architettonico. Salendo ci imbattiamo in vari oggetti che sono stati lavorati ed integrati nella superficie di cemento come fossili. Con un po’ di attenzione scoprirete ogni genere di stranezze, come un organo a mano, stivali di gomma o persino una mascherina - una"reliquia" dei tempi di Covid-19.

Mentre continuiamo la nostra salita, passiamo il cosiddetto cosmophone. In questo punto il visitatore può lasciare un messaggio nell'apparecchio. «Ogni messaggio che inviamo nell'universo sopravvive a noi», Margrit Egli sottolinea l'idea filosofica di questo particolare oggetto.

Più gradini saliamo, più diventa luminosa la tromba delle scale. Sulle pareti laterali ci sono ora aperture attraverso le quali penetra la luce del giorno. Da qui possiamo vedere in una specie di galleria e scorgere le pareti di roccia grezza. Le pareti si svilupperanno organicamente nel tempo per poi trasformarsi in 'giardini pensili di Lucerna'.

Dopo gli ultimi passi, lasciamo il mondo profondo delle rocce e ci troviamo nella bella Sommerau, l'area superiore del parco del Gletschergarten. Da qui abbiamo una fantastica vista sui tetti della città e del Monte Pilatus. Le panchine e le passerelle nel parco sono state fatte con il materiale di scavo della galleria nel “Felsenwelt. Oltre alla sequoia primordiale, un fossile vivente, vi consiglio di scendere seguendo il sentiero che riporta alla parte centrale del parco delle “marmitte dei giganti”. Dovete immaginarvi questo percorso creato, quale attrazione per i turisti di allora, per mostrare il mondo alpino in città. Il mondo virtuale di allora!

Il mio tour privato finisce qui e ringrazio di cuore Margrit Egli per le emozionanti informazioni sulla concezione del nuovo mondo espositivo. Si può ben percepire quanta passione i responsabili hanno messo nella costruzione di questa nuova struttura costata 20 milioni.

 Ma il mio ‘tour’ a Lucerna non termina qui, tornerò a parlarvi di questa città di musei ed esposizioni, d’arte e della mobilità. Seguitemi!

 Testo a cura di Claudio Rossetti

 


Foto: Il lago sotterraneo (di CR)

ULTIME NOTIZIE VIAGGI & TURISMO