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Easy, il San Bernardo addestrato per la ricerca nella neve
VALLESE
30.11.2018 - 07:000

Barry, ambasciatore della prevenzione e del soccorso

Il cane San Bernardo partner della candidatura svizzera presso l’UNESCO

 

SION - Oggi è stata ufficialmente accettata dall’UNESCO l’inserimento nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità della candidatura “gestione del rischio di valanghe”. Si tratta della terza candidatura svizzera, in questo caso avvenuta insieme all’Austria. Grande soddisfazione per la Fondation Barry du Grand-Saint-Bernard che, in quale partner del progetto, ha voluto rappresentare e ricordare le origini del rapporto dell’uomo con i pericoli legati alle valanghe e della ricerca sul terreno tramite i famosi cani San Bernardo.

La situazione di minaccia collettiva costituita dalle valanghe ha portato in Svizzera e in Austria a forme comuni e fortemente identitarie di gestione del pericolo naturale.
L’esperienza pratica acquisita, particolarmente estesa e scientificamente provata, viene tramandata da secoli e costantemente sviluppata combinando conoscenze ancestrali e tecniche modernissime.

L’Ufficio federale della cultura (UFC) ha elaborato questa candidatura insieme a rappresentati del Cantone del Vallese, dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), del Club alpino svizzero (CAS), della Fondation Barry du Grand-Saint-Bernard, dell’Associazione svizzera delle guide di montagna (ASGM), dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e di associazioni e istituzioni austriache. È la prima volta che la Svizzera presenta una candidatura alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale insieme a un altro Paese.

Una volta, il compito dei San Bernardo sul passo del Gran San Bernardo era quello di aiutare i viandanti sfiniti, che si erano persi o erano addirittura sepolti sotto la neve, in modo da poterli mettere al sicuro. Negli anni 1660-1670 appaiono i primi cani nell’Ospizio.
La razza «cane di San Bernardo» sarebbe il risultato di un incrocio tra vari cani offerti ai religiosi dalle famiglie vodesi e vallesane. Originariamente venivano allevati per essere usati come cani da guardia e di difesa, perpetuando così il volere di Bernardo di Mentone, che intendeva fare della montagna un rifugio sicuro. Rapidamente però questa razza dimostra capacità sorprendenti, soccorrendo i pellegrini che si erano persi lungo il percorso e ritrovando persone sepolte da valanghe. Le imprese del cane di San Bernardo sono menzionate in numerosi documenti.

Questo succedeva prima che le persone potessero essere localizzate grazie agli strumenti elettronici, e prima che l’aiuto arrivasse dall’alto con l’elicottero. In passato i San Bernardo sono stati impiegati come cani da salvataggio per il loro sviluppatissimo senso dell’olfatto, le loro capacità fisiche e la loro resistenza.

Nel 2005 la Fondation Barry ha rilevato dai canonici del colle del Gran San Bernardo il canile dei celebri San Bernardo. Da allora la fondazione è proprietaria del più antico allevamento al mondo del cane nazionale svizzero. Il nome della Fondazione Barry è stato scelto in onore del leggendario cane da valanga Barry: visse dal 1800 al 1812 presso l’Ospizio e fu sicuramente il più famoso di tutti i cani di salvataggio del Passo: salvò la vita a più di 40 persone. La sua storia è circondata di leggende e ha contribuito molto al buon nome del cane San Bernardo.

Il cane nazionale svizzero ha un grande cuore, adora il contatto con gli esseri umani e ne ha bisogno. Ci aiuta ormai da secoli: in passato come cane da soccorso, oggi come “terapeuta”. Dal 2012 ormai la Fondazione Barry punta con successo sulle interazioni assistite dagli animali in ambito sociale. Queste comprendono i seguenti aspetti: pedagogia assistita dagli animali – campi e programmi a lungo termine, attività assistite dagli animali – visite nelle case di riposo e nelle scuole e terapia assistita dagli animali – concetti personalizzati per vincere la paura dei cani. 

La Fondation Barry dedicherà nell’autunno 2019, presso il suo museo Barryland a Martigny, una mostra dedicata alla candidatura UNESCO e in modo particolare alle attività di prevenzione e salvataggio promosse al Gran San Bernardo dai canonici e al ruolo del cane San Bernardo.

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