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BOURG-SAINT-PIERRE
04.09.2018 - 15:120

L’Ospizio del Gran San Bernardo, tra ospitalità e spiritualità

Torna il 7 ottobre la Transumanza dei cani San Bernardo

 

BOURG-SAINT-PIERRE – È sicuramente uno dei luoghi più affascinanti e straordinari delle Alpi. Fondato da San Bernardo d’Aosta nel 1050 con una prima intitolazione a San Nicola, la casa ospitaliera del Gran San Bernardo (in passato Mont Joux) da oltre un millennio è al servizio di pellegrini, viandanti o semplici escursionisti. I canonici hanno sempre messo a disposizione la loro casa e se stessi per chiunque si trovasse in difficoltà, in balia del freddo, delle tempeste di neve, delle valanghe e delle nebbie che spesso avvolgono questi picchi rocciosi. A disposizione dell’altro senza mai chiedere nulla in cambio. “Vedere Cristo in ogni viandante bisognoso”: questa la loro regola.

Un luogo che trabocca di storia e di sacralità. Da quando le primigenie popolazioni celtiche onoravano quassù il dio Penn, nume delle vette, fino ai Romani che qui, a 2500 metri di quota, costruirono un tempio al Sommo Giove Pennino; un punto di sosta e di ristoro lungo una strada impervia e faticosa che, da Augusta Praetoria (Aosta) conduceva nelle province elvetiche fino a Mogontiacum (attuale Magonza). Fino a quando gli dei divennero uno solo; fino a quando le loro rupi e il loro tempio si trasformarono in una chiesa e in un monastero affacciati su un lago glaciale e incastonati in un grandioso scenario alpino.
“Dio abita sulle vette” si trova scritto nei Salmi e qui se ne coglie l’essenza più profonda. Possiamo solo lontanamente immaginarci cosa doveva voler dire per un viaggiatore, nei tempi passati, con le strade dell’epoca, affrontare la salita al Colle, irta di difficoltà e soggetta ai capricci di un clima volubile e spesso minaccioso.

Immaginiamoci quegli inverni quasi irreali, in cui la coltre nevosa quassù supera i 10 metri di altezza; tutto è immobile, bianco, uguale. Si perde ogni consapevolezza dello spazio e del tempo; diventa impossibile capire dove finisce la roccia e dove comincia il baratro. In un contesto del genere, tremendo, spaventoso, le paure degli uomini immaginavano vivesse il demonio che disorientava i passanti fino a farli precipitare nel vuoto, travolti da terribili slavine. Fino a quando San Bernardo, non a caso protettore dei valichi e degli alpinisti, riuscì a sconfiggere per sempre il Maligno garantendo la sicurezza sui monti.

Il suo coraggio era già insito nel suo stesso nome: Bernardo, infatti, in lingua germanica,vuol dire “forte come un orso”. Una forza a servizio del bene, del prossimo. L’aiuto, la solidarietà, in montagna forse più che altrove, sono fondamentali. E l’Ospizio è lì, da 1000 anni, per questo. Dare riparo, ristoro e rifugio a chi ne ha bisogno. Anche solo il sentire la necessità di una preghiera e di un ringraziamento
all’Altissimo che in questo luogo è profondamente percepibile.

E forti e resistenti come orsi sono i simpatici cagnoloni che da San Bernardo prendono il nome. Una razza possente e muscolosa che per secoli ha coadiuvato i canonici nel soccorso delle vittime della montagna. Oggi meno utilizzati di un tempo in seguito all’ammodernamento delle tecniche di soccorso alpino che necessitano di cani più agili e leggeri adatti al trasporto in elicottero.

Tante le attività possibili all’Ospizio: campus di avviamento all’alpinismo per bimbi e ragazzi, ritiri spirituali, trekking di preghiera, ma anche volontariato. Da un minimo di 15 giorni fino ad un massimo di 3 mesi, l’Ospizio accogli a braccia aperte tutti coloro che, da ogni angolo del mondo, avessero voglia di mettersi al servizio degli altri in mezzo a queste montagne. I canonici sono sempre disponibili e sempre vi accoglieranno con un sorriso.
Da non perdere lo splendido Museo che conserva, oltre a significativi reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti al colle, anche emozionanti testimonianze della vita passata dei canonici.

Il soggiorno dei cani San Bernardo della Fondazione Barry al passo terminerà all’inizio di ottobre e per l’occasione viene offerta la possibilità di partecipare alla tradizionale transumanza dei Barry. L’evento con pranzo all’Ospizio e passeggiata avrà luogo domenica, 7 ottobre.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 

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