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Frontalieri e “tassa sulla salute”: cosa cambia davvero (aggiornamento 18 dicembre 2025)

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Frontalieri e “tassa sulla salute”: cosa cambia davvero (aggiornamento 18 dicembre 2025)

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È arrivata l’ufficialità: con il Decreto del 14 novembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre) il Ministero della Salute ha definito come calcolare e come riscuotere la compartecipazione alla spesa sanitaria per chi lavora in Svizzera e risiede in Italia. Parliamo quindi di frontalieri, ma anche di residenti che lavorano/soggiornano in CH e dei familiari a carico che utilizzano il SSN italiano.

Chi decide l’importo e dove si paga

La cornice è nazionale, ma la leva è regionale: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano dovranno fissare ogni anno un’aliquota progressiva entro una forbice 3–6% del reddito netto. La legge ha messo anche dei paletti chiari: minimo 30 € e massimo 200 € al mese per contribuente, con raddoppio in caso di mancata dichiarazione o pagamento. Il versamento sarà annuale, tramite i canali digitali pubblici (es. pagoPA). Le somme andranno direttamente ai bilanci regionali/PA.

A cosa servono i soldi

La priorità è rafforzare il personale sanitario nelle aree di confine: i fondi potranno finanziare un trattamento accessorio fino al 20% dello stipendio tabellare lordo di medici e infermieri. Fino al 30% delle risorse potrà invece andare a servizi socio-sanitari territoriali (compreso housing sociale) per i residenti di confine. In altre parole: più attrattività per chi lavora negli ospedali e nei servizi locali e qualche risorsa in più per i bisogni del territorio.

Da quando vale e cosa manca

Il decreto indica l’applicazione a decorrere dal 2024 (quindi con effetto retroattivo), ma per scendere a terra servono le delibere di ciascuna Regione/PA: lì vedremo aliquote concrete, modulistica, scadenze e modalità di controllo (tema non banale, specie per i “vecchi frontalieri”, su cui i Cantoni svizzeri non trasmettono redditi all’Italia). Nel frattempo i sindacati hanno annunciato ricorsi; secondo ricostruzioni di stampa, se strutturata come tassa causale, la misura potrebbe reggere sul piano giuridico, ma la parola definitiva spetta alle sedi competenti.

In pratica: tre cose da fare adesso

    1. Segui gli atti della tua Regione/PA: finché non escono le delibere, non ci sono importi esatti né scadenze operative.
    2. Prepara i documenti: redditi, stato di famiglia, eventuali certificazioni utili a sfruttare la progressività della tassa.
    3. Metti in conto il nuovo onere nel budget familiare: il contributo è ricorrente; meglio pianificarlo.

Perché questo ti tocca anche sul cambio Fr.→EUR

Se incassi in Franchi e vivi in euro, ogni onere fisso in più si somma a spread e commissioni sul cambio. Due mosse semplici aiutano a difendere il netto:

    • Riduci gli spread (confronta sempre il tasso applicato con i riferimenti ufficiali).
    • Accorpa i cambi invece di farne molti piccoli, così eviti costi ripetuti.

Soluzione pratica: con CambiaValute.ch ricevi lo stipendio in Fr. su IBAN CH e accrediti gli EUR sul tuo conto italiano attraverso una procedura 100% digitale e spread competitivo—utile proprio mentre entrano nuovi costi nel bilancio familiare.

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Scarico di responsabilità

Questo articolo ha finalità informative. Il quadro applicativo dipende dalle delibere di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano. Non costituisce consulenza legale o fiscale. Prima di decidere, consulta le fonti ufficiali e un professionista abilitato; verifica eventuali circolari/aggiornamenti successivi alla pubblicazione del decreto.

Fonti ufficiali:


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