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21.08.2020 - 08:590

Cibo, vini e altre bontà del territorio: 3 step per vendere online i prodotti enogastronomici

Non di solo e-commerce vive il food in rete: ecco i passi fondamentali per creare o ampliare il proprio mercato

Import, export e compagnia viaggiante: l’industria mondiale food & wine è sempre stata fortemente basata sulla globalizzazione. Secondo un’analisi del “The Economist”, pubblicata nel mese di maggio 2020, dei quasi otto miliardi di abitanti del pianeta, circa quattro quinti si nutrono, almeno in parte, di prodotti importati da altrove.

Eppure, la stessa globalizzazione ha subito un duro colpo dalla pandemia: non soltanto le esportazioni e le importazioni tra Paesi sono rimaste quasi bloccate in molti settori, ma è anche diminuita la fiducia in un sistema che, per certi versi, proprio attraverso l'elasticità dei suoi confini, ha permesso un’ampia diffusione del Covid-19.

Aziende e imprenditori di questa industria si sono trovati, quindi, a rivedere alcune politiche di marketing e vendita, cercando di focalizzarsi maggiormente sul mercato interno, sul B2C e, soprattutto, a dedicarsi alle soluzioni digitali, con e-commerce costruiti/migliorati in proprio e/o aderendo a marketplace che aggregano prodotti.

Per aiutare chi si occupa di food & wine e sta pianificando l’evolversi del proprio business, abbiamo messo insieme alcuni consigli e suggerimenti su come muoversi online con i canali e nel mercato di oggi.

 

Partiamo dalle basi: l’importanza di avere un e-commerce

Lo spostamento di gran parte delle transazioni sulle piattaforme online è stato un naturale sviluppo del lockdown e dell’attuale stato di incertezza, durante cui i consumatori preferiscono/preferivano - o non possono/potevano - uscire e fare i propri acquisti in completa libertà e con tranquillità e sicurezza. Anche comprare generi alimentari, classificati come di prima necessità, era ed è regolamentato, infatti, in molte nazioni, e suscettibile di limitazioni significative. Per questo, chi ne conosceva gli strumenti, si è subito organizzato per supplire attraverso i canali digitali, ordinando sul web la spesa e i prodotti enogastronomici di proprio interesse. Per non parlare di un fenomeno che abbiamo già approfondito in separata sede, cioè l’impennata del food delivery, la cui crescita su scala globale si prevede porterà il fatturato di questo genere di iniziative a quasi 45 miliardi di dollari.

Ecco perché, chi si occupa, oggi, di food & wine, non può esimersi dal trarre giovamento dai canali di commercio su internet, che siano proprietari o meno: essi permettono di ampliare il proprio mercato, vendendo oltre i confini dei contatti e dell’area locale di competenza, e allo stesso tempo garantendo un servizio versatile, agile e comodo ai clienti già fidelizzati. Se lavorarci pre-Covid sarebbe già stata un’ottima scommessa, la situazione attuale ha accelerato i tempi, hanno reso questo percorso una strada da intraprendere con certezza. Ciò si intende, naturalmente, se l’impresa che crea o si affida alla piattaforma ha le risorse e la volontà di curare l’attività tanto quanto quella di retail “fisico”.

 

Un passaggio obbligato: considerare una spesa (non da poco) in inserzioni

Grazie agli strumenti di profilazione e marketing research offerti dai canali social e da Google, realizzare campagne pubblicitarie a pagamento in rete è d’obbligo ed ha un grande vantaggio: la targetizzazione e il certo raggiungimento - se ben usati - degli utenti a cui ci rivolgiamo.

Dalle informazioni demografiche, agli interessi personali, alle manifestazioni di engagement effettivo nei confronti dei nostri prodotti e dei nostri contenuti, infatti, mediante le Ads possiamo ricostruire il nostro pubblico ideale e comunicare con esso in modo differenziato ed efficace, puntando alla vendita e alla fidelizzazione, senza passare dalle forche caudine degli algoritmi social (che garantiscono quasi sempre una reach organica bassissima) e dei lunghi tempi e del complesso lavoro necessario a ottenere un ottimo posizionamento “naturale” su Google.

Ogni azione di web marketing deve, infatti, avere obiettivi e destinatari quanto più possibile precisi, affinché abbia delle reali possibilità di successo. Monitorando le informazioni pubbliche di chi segue le nostre pagine ufficiali, oppure facendo una ricerca sulle queries più utilizzate su Google che possono riguardarci, si può cominciare a delineare i profili dei propri potenziali clienti fino a definire delle vere e proprie buyer personas, identikit dettagliati di persone che abbiano ragioni specifiche d’interesse nei nostri prodotti e/o servizi. Sarà a loro che, in seguito, rivolgeremo i nostri annunci tra i risultati di Google, o le nostre inserzioni su Facebook e Instagram, utilizzando differenti angoli d’attacco, prima facendo conoscere il brand, poi facendolo apprezzare e fornendo contenuti di valore, infine puntando alla caccia grossa: la vendita, l’inserimento in una community, e il resell.

Il tutto, mediante anche degli A/B test che ci permettano di capire come variare ciò che facciamo sulla base dei risultati ottenuti: questa tecnica, infatti, approfondita in un altro dei nostri articoli, consente di confrontare i risultati di due inserzioni che differiscono per un solo elemento - oggetto della nostra analisi -, attivandole nello stesso momento e nei confronti dello stesso pubblico.

Questo e molto altro: l’ecosistema Ads mette a disposizione molti strumenti di vendita e analisi. E se in azienda non sono presenti le competenze giuste per utilizzarli, è bene valutare la consulenza di agenzie e professionisti esperti nel settore, affinché il denaro venga investito e non sprecato in annunci e sponsorizzazioni “fatte in casa”.

 

La chiave della crescita: qualità e cliente al centro

Anche online, e con dinamiche estremamente più veloci e amplificate, il passaparola e la reputazione sono fondamentali: se i prodotti sono, disinteressatamente o meno, consigliati da utenti ad altri utenti, questi ultimi saranno più disposti ad acquistare a propria volta.

Per questo, i followers di un prodotto o di un marchio devono divenire il nodo centrale della strategia da utilizzare online, una risorsa preziosa che collega ad altri potenziali clienti e assicura nuove vendite. L’obiettivo è quello di coinvolgerli ovunque possibile, stimolandoli a interagire con i contenuti e creando un’identità di brand accessibile e disponibile, potenziata da un efficace customer care che, insieme alla qualità dei prodotti, garantirà la presenza di buone recensioni online.

Per riuscirci, bisogna organizzare al meglio i contenuti pubblicati sulle pagine ufficiali: per incoraggiare i commenti sotto ai post, ad esempio, ci si può appellare al pubblico ponendo domande, creando sondaggi divertenti su Facebook, proponendo quiz nelle Instagram stories. Più commenti e condivisioni riceveranno, più i contenuti avranno visibilità organica, ovvero senza inserzioni a pagamento, attraversando molti nodi delle reti di ciascuno dei followers attuali. Persone e potenziali clienti nuovi raggiunti, quindi, e dunque maggior probabilità di ottenere nuove vendite

Molto interessante e consigliata, in tal senso, è la realizzazione di strategie che incoraggino la creazione di UGC (User Generated Content), chiedendo agli stessi utenti di generare contenuti legati al brand, incentivandoli mediante menzioni, gadget o premi. Tali foto, video e testi andranno poi condivisi nelle pagine ufficiali, per essere visti e commentati da altre persone, aprendo la strada a ulteriori interazioni e amplificando ancora di più la nostra presenza in rete. Chi si occupa di prodotti alimentari e vini, ad esempio, potrà fare appello ai propri followers chiedendo loro di creare ricette che abbiano i propri prodotti tra gli ingredienti, per poi condividere le immagini sui social, rigorosamente taggando il marchio. Il risultato? Promozione a costo (quasi) zero, potenziali clienti interessati dall’entusiasmo dei clienti fidelizzati, clienti fidelizzati che si sentono vicini e coinvolti dal brand.

 

Le vie del web sono praticamente infinite, ma solo con una guida possiamo imboccare quelle giuste e arrivare al traguardo di vendite stabili e buoni ritorni sull’investimento pubblicitario. Un settore come quello del Food & Wine stimola la creatività ed è oggetto di grande domanda dei consumatori: questo è bene, ma bisogna fare attenzione, perché la competizione è molto elevata.

Se anche voi siete professionisti o imprenditori in questo ambito, rivolgetevi a noi: possiamo aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi Contattandoci, potrete richiedere una consulenza completamente gratuita. Avrete, così, la possibilità di conoscere il nostro team e il nostro lavoro, scoprendo come potremo accompagnarvi, fin da subito, nella strada verso il successo online.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.


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