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LUGANO
17.09.2018 - 15:430

Marketing con WhatsApp e Telegram? Si può fare. Ecco come

I servizi di messaggistica sono un canale di promozione digitale in fortissima espansione. Di seguito, uno sguardo alle loro funzioni e ai possibili metodi di utilizzo

 

Il digital marketing si muove rapidamente, e tenere il ritmo del cambiamento è uno straordinario stimolo, oltre che un obbligo, per ogni professionista del settore. Motori di ricerca, blog, social network: la ricerca di nuovi canali e strumenti efficaci per promuovere il proprio business è continua. Assistiamo tutti quotidianamente a un sovraffollamento di annunci sponsorizzati su Google, campagne e post pubblicitari su Facebook, Instagram, e lo stesso LinkedIn. La competizione tra le aziende che ambiscono a raggiungere il loro pubblico di riferimento è durissima, cercare alternative è necessario. È in questo contesto che anche i servizi di messaggistica stanno trovando uno sviluppo straordinario in ottica marketing.

Fare marketing con WhatsApp e Telegram è possibile, e l'efficacia del loro utilizzo può essere elevatissima. Ciò che bisogna aver chiaro è che il loro contesto di utilizzo è decisamente differente rispetto a quello con cui ci si confronta, nel rapporto digitale con i nostri clienti e potenziali tali. Le principali app di messaggistica non vendono spazi pubblicitari e non nascono con intenti specificamente riferiti al business. L’obiettivo è sempre lo stesso: aumentare la consapevolezza del brand (awareness) e il traffico verso il proprio sito web, accrescere la fiducia verso i proprio prodotti e servizi stringendo un legame con la propria audience. E naturalmente, alla fine di questo processo, far crescere il fatturato. Ciò che cambia è il mezzo per ottenere questo obiettivo e di conseguenza il tipo di comunicazione e le strategie da adottare.

Premessa fondamentale: il potere dei servizi di messaggistica mobile è nell’essere legati ai nostri telefoni, i quali sono più personali dei nostri computer, non sono condivisi e li portiamo dappertutto. Qualsiasi campagna di marketing che voglia approfittare di questi canali dovrebbe riflettere e rispettare questo aspetto. È su WhatsApp e Telegram che i consumatori interagiscono con i loro conoscenti e amici, per inserirsi in questo flusso le chiavi sono personalizzazione, fiducia, creatività.
Non una comunicazione di massa, ma one to one.

WHATSAPP
Con 1,5 miliardi di utenti attivi al mese, è il servizio di messaggistica più diffuso al mondo, seguito da Facebook Messenger con 1,3 miliardi (anch’esso in forte crescita in ambito marketing specie attraverso l’utilizzo dei chat-bot). Una platea sconfinata che, inevitabilmente, ingolosisce le aziende. Il tasso di coinvolgimento è incredibile: il 98% dei messaggi viene aperto e letto, il 90% addirittura entro 3 secondi dalla ricezione. Serve altro per far capire perché WhatsApp sia uno strumento potenzialmente impareggiabile? I tuoi potenziali clienti sono già lì e... non vedono l’ora di ricevere le tue comunicazioni.
Oltre alla classica chat one to one che permette di comunicare con un altro singolo utente esistono anche gli elenchi - detti “broadcast” - e i gruppi. Questi ultimi due consentono l’invio di messaggi a un numero multiplo di destinatari, ma con un limite fissato a 256 utenti massimi.

È stata lanciata poi una versione Business di WhatsApp, sempre gratuita, che consente di avere un profilo aziendale, visualizzare le statistiche di invio e lettura dei propri messaggi, impostare risposte rapide per le FAQ, messaggi automatici di benvenuto o che avvisino quando l’attività è chiusa e/o non si è disponibili a chattare. Al momento, tuttavia, è utilizzabile solo da Android.

La strategia più efficace alla luce del vincolo per gruppi e broadcast ad un numero limitato di utenti è predisporre campagne mirate su piccola scala, tenendo sempre ben presente che l’aspettativa nella messaggistica è che la replica sia pressoché istantanea, assicurandosi quindi di disporre delle risorse necessarie per gestire le chat.

TELEGRAM
Il bacino d’utenza è più ristretto (200 milioni di utilizzatori), ma le risorse a disposizione del digital marketing sono maggiori, rispetto a WhatsApp. Telegram offre due funzionalità utili per comunicare con più persone contemporaneamente: quella dei gruppi (in cui tutti gli utenti possono comunicare tra loro) e quella dei canali (comunicazione top-down, in cui solo gli amministratori possono pubblicare messaggi all’interno di essi).

I canali, che possono essere pubblici o privati, non sono soggetti a limitazioni di numero di utenti e sono l’opzione migliore per le aziende che potranno così facilmente raggiungere un vasto pubblico con un numero illimitato di post. Il canale, se gestito correttamente, è in grado di diventare un perfetto veicolo di offerte e promozioni da condividere con la propria audience. La possibilità che offre Telegram, inoltre, di potersi iscrivere e comunicare con chiunque sfruttando un nome utente e non necessariamente il numero telefonico costituisce un grande vantaggio. Si possono poi sfruttare dei BOT (piccole intelligenze artificiali che interagiscono con gli utenti, sulla base di una programmazione precedente nelle risposte da dare), permettendo agli amministratori dei canali di far vivere delle vere e proprie esperienze ai partecipanti, e guidandoli all’interno di un determinato funnel di vendita sviluppato in ottica strategica.

Naturalmente, WhatsApp e Telegram non funzionano da soli ma, come tutti gli altri strumenti del digital marketing, devono essere attivati in sinergia ad altri mezzi che lavorino insieme, al fine raggiungere un obiettivo.

Vuoi integrare la tua strategia di marketing con i principali canali di messaggistica? Contattaci subito per un PREVENTIVO GRATUITO PERSONALIZZATO.

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino

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