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18.12.2020 - 08:000

Sindrome metabolica: quando il grasso sulla pancia diventa malattia

Il grasso viscerale o addominale è anche quello che riveste gli organi come il cuore, il fegato o il pancreas e crea uno stato di infiammazione cronica che si traduce nel tempo in malattia.

La sindrome metabolica, detta anche, sindrome da “insulino resistenza”, è una combinazione pericolosa di alcuni fattori di rischio cardiovascolare che, correlati tra loro e in presenza di valori del sangue anche solo leggermente fuori dalla norma, possono dare origine ad una situazione che pone ad alto rischio di infarto e di ictus ogni individuo.
Con il termine sindrome metabolica si riassume un insieme di patologie con un unico denominatore comune: l’obesità viscerale o addominale, detta più semplicemente pancia. Proprio nella circonferenza addominale (misurata a livello ombelicale) si trova infatti il dato più importante da tenere in considerazione quando si soffre di ipertensione arteriosa, di ipercolesterolemia o di alterata glicemia a digiuno: una circonferenza addominale superiore ai 102 cm per gli uomini e agli 88 cm per le donne è indice di una distribuzione addominale del tessuto adiposo che permette di fare diagnosi di obesità addominale.

Oltre a questo importante fattore di rischio, “per una diagnosi di sindrome metabolica devono essere presenti anche almeno due dei seguenti quattro fattori: 

  • 1. trigliceridi oltre i 150 mg/dl;
  • 2. colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) sotto i 40 mg/dl negli uomini e sotto i 50 mg/dl nelle donne;
  • 3. pressione arteriosa sopra gli 85-130 mmHg;
  • 4. glicemia a digiuno superiore ai 100 mg/dl”.

C’è una sequenzialità di questi fattori?
Di norma si parte accumulando il tessuto adiposo a livello addominale. Poi scatta l’insulino resistenza, quindi aumenta la glicemia, si hanno bassi livelli di HDL, aumentano i trigliceridi e aumenta la pressione arteriosa.

I fattori di rischio
La sindrome metabolica aumenta il rischio cardiovascolare in maniera proporzionale al numero di fattori di rischio presenti e con modalità additive all’impatto dei singoli fattori.
Le cause sono da ricercare in una combinazione di scorrette abitudini (dieta e scarsa attività fisica) e predisposizione familiare (genetica).
Queste cause portano all’accumulo di grasso addominale, che a sua volta ha un ruolo determinante nel favorire la combinazione dei diversi fattori di rischio.
Tra questi, la resistenza all’insulina è fondamentale nell’insorgenza non solo di iperglicemia e diabete, ma anche della dislipidemia e dell’ipertensione.

La sindrome metabolica non si manifesta con sintomi specifici. A soffrirne, dunque, sono quasi sempre persone che affermano di sentirsi bene.
Motivo per cui occorre prestare attenzione ai fattori di rischio sopraindicati prima che la loro contemporanea presenza possa portare un medico a formulare una diagnosi di sindrome metabolica.
Non è infrequente riscontrare una simile situazione anche in persone longilinee, che come tali non si considererebbero mai a rischio. 
 
La prevenzione
La prevenzione - mantenimento del peso forma, attività fisica e dieta bilanciata - è la miglior terapia della sindrome metabolica. Per contrastarla, è necessario associare uno stile di vita attivo a una dieta equilibrata.
La quantità di moto raccomandata è pari a 30 minuti al giorno di esercizio aerobico di moderata intensità (corsa, nuoto, cyclette).

Il consiglio che possiamo dare a coloro che ne soffrono e a chi intende prevenirla, è che risulta assai importante cambiare lo stile di vita, praticando una regolare attività fisica, adottando un regime alimentare sano ed equilibrato in cui si preferiscono glucidi a basso indice glicemico, ovvero a lento assorbimento nel circolo sanguigno, in modo da non innalzare bruscamente la glicemia.
Consigliamo dunque frutta ed ortaggi, contenenti preziose vitamine, minerali ed antiossidanti indispensabili per il buon funzionamento dell'organismo ed in grado di proteggere il sistema immunitario e combattere l'azione dannosa dei radicali liberi.
Inoltre, molto importante introdurre nell'organismo almeno due litri di acqua al giorno. Nel nostro organismo, l'acqua svolge, infatti, tantissime funzioni:

  • partecipa ai processi di termoregolazione;
  • trasporta alle cellule le sostanze nutritive ed allontana quelle di rifiuto;
  • costituisce il mezzo in cui avvengono le reazioni metaboliche e digestive.

Queste poche ma giuste indicazioni sono un ottimo punto di inizio per migliorare la propria vita ed assicurarsi benessere duraturo.

Come sempre per qualsiasi chiarimento e approfondimento restiamo a vostra disposizione, vi invitiamo ad approfittare dell’ingresso prova gratuito per venire a visitare il nostro CLUB e scoprire i nostri servizi (A-CLUB Fitness & Wellness – Via Campo Sportivo SAVOSA; e-mail (fitness@a-club.ch) oppure fissate un appuntamento presso il nostro Club (091 966 13 13).

A cura di
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