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SAVOSA
22.11.2018 - 07:060

Non riesco a girare la testa e mi fa male il collo!

Chi non ha mai sofferto di un attacco di torcicollo?

 

Un dolore intenso, tanto da non riuscire a girare la testa quando si sta facendo retromarcia? Ebbene il responsabile è un muscolo chiamato “elevatore della scapola, o meglio i suoi punti trigger.

Cosa sono i Trigger Points?

Un muscolo normale è sciolto ed elastico e non risulta dolente alla palpazione. Nella vita di tutti i giorni, può capitare che alcuni muscoli si contraggono rimanendo però poi fissi in una condizione di accorciamento.

Questo può essere dovuto a molteplici fattori tipici della vita dei nostri giorni, come ad esempio stare seduti molte ore davanti al computer, rimanere seduti al volante molte ore al giorno, non concedere al nostro corpo il dovuto riposo, praticare sport che coinvolgono solo una parte del nostro corpo, stress e stati emotivi sfavorevoli, deficit nell'alimentazione,ecc. Un muscolo contratto può nel tempo cronicizzare e divenire meno elastico, più rigido alla palpazione e non essere più in grado di svolgere come prima la sua attività che permetteva di eseguire all'articolazione certi movimenti. Di solito il muscolo contratto si presenta dolente ad una media palpazione.

Soprattutto in queste zone di tessuto muscolare, o nella fascia ad esso associato, possono crearsi i trigger points, ovvero, una porzione circoscritta di muscolo o fascia, indurita e dolente alla palpazione. La digitopressione del trigger point evoca dolore. Inoltre in molti casi il dolore in questione emerge ad una certa distanza dal trigger point coinvolto. Infatti una caratteristica di molti (ma non tutti) i trigger points è quella di causare dolore in aree localizzate ad una certa distanza dal punto stesso.

Come si manifesta il dolore da torcicollo?

Il dolore riferito causato dalla disfunzione dell'elevatore si manifesta principalmente nelle zone dell'angolo del collo e del bordo vertebrale della scapola, e in alcuni casi può anche estendersi al retro della spalla. Il problema è molto comune, perché spesso, oltre a crisi acute di torcicollo estremamente dolorose, si ha rigidità cronica dovuta a Punti Trigger latenti nell'Elevatore. Tale rigidità si manifesta con difficoltà nel ruotare la testa verso il lato coinvolto in quanto il muscolo si oppone a ulteriore contrazione. Tuttavia nei casi acuti si avrà in misura minore anche difficoltà e dolore nel ruotare la testa verso il lato opposto a quello coinvolto, in quanto il muscolo si opporrà anche ad ulteriore allungamento.

La persona allora sarà costretta a ruotare l'intero tronco per guardare di lato e assumerà quindi un atteggiamento "meccanico", "robotico", o "legnoso" facilmente individuabile dall'occhio esperto del bravo terapista.

Detto per inciso, lo stereotipo della persona anziana che si muove in maniera non fluida, deriva precisamente dall'accumulo dei Punti Trigger nel corso della vita. Massaggio Punti Trigger, stretching e discipline tradizionali come lo Yoga sono il migliore antidoto contro tale presunto destino, nonostante gli anni.

Dove si trova l'elevatore della scapola e a cosa serve?

L'Elevatore si attacca superiormente ai processi trasversali delle prime quattro cervicali, e inferiormente al bordo vertebrale della Scapola fra il suo angolo superiore e la radice della spina scapolare.

Le sue fibre seguono un percorso leggermente attorcigliato o a spirale in quanto la fibra superiore che si attacca alla prima vertebra in alto è anche quella che si attacca al punto più basso nella Scapola, oltre ad essere la più superficiale, mentre la fibra che si attacca alla quarta cervicale è anche quella che si attacca al punto più alto della Scapola, oltre ad essere la più profonda, e il risultato di ciò è che il muscolo è leggermente "attorcigliato" come si può confermare al tatto.

L'Elevatore ha fra le sue funzioni principali, ovviamente, quella di elevare la Scapola.

L'altra funzione principale è quella di rotare la testa quando la Scapola è stabilizzata. Infine in coppia gli Elevatori controllano la testa quando questa si piega in avanti.

Cosa può scatenare il torcicollo?

Di base: errate posture e movimenti non controllati. Sfortunatamente stiamo parlando di situazioni che avvengono con regolarità nella vita di ogni persona, nella loro attività quotidiana, quando cioè la stragrande maggioranza dei movimenti e degli atteggiamenti corporei vengono fatti in automatico, senza controllo e senza attenzione, alcuni esempi vi chiariranno il concetto.

Innanzitutto, il lavorare col collo ruotato di lato come p.es. scrivere al PC guardando un testo posto di fianco, il tenere la cornetta del telefono con la guancia, il portare una pesante borsa con la cinghia su una spalla (e questo disturba anche gli Scaleni), il dormire di lato senza cuscino, il camminare con un bastone troppo lungo, tenere un sacchetto della spesa pesante solo con l'ausilio delle dita, solo per citarne alcuni.

Da notare comunque che esistono esercizi che possono sovraccaricare il muscolo, in particolare quelli che comportano l'alzare le spalle sotto carico, sarà accortezza del personal trainer a di consigliare in maniera corretta chi può essere incline a questa sindrome a evitarli durante le sessioni di allenamento.

Incidenti di tipo automobilistico ("colpo di frusta") danneggiano poi l'Elevatore spesso bilateralmente in quanto entrambi i muscoli si irrigidiscono per proteggere il capo.

Infine, lo stare a lungo con la testa china in avanti come per leggere un libro poggiato su una superficie bassa, è motivo di stress e disfunzione per entrambi gli Elevatori.

Il muscolo è anche sovraccaricato a causa di abitudini e stress psicologici che si manifestano col classico atteggiamento espressivo e protettivo del tenere le spalle alzate. In questo caso è importante correggersi con pazienza nel tempo lavorando su se stessi per creare l'abitudine opposta di mantenere sempre le spalle basse, rilassate, e ferme (evitare di "gesticolare" con le spalle - il mondo lo porti pure qualcun'altro 'Atlante' sulle spalle).

Da ricordare, soprattutto d'estate con i finestrini abbassati o la climatizzazione diffusa ovunque noi andiamo che un colpo di freddo o aria condizionata sono classici fattori scatenanti per il torcicollo, quindi sciarpettine a portata di mano!

Come si può intervenire?

Innanzitutto bisogna osservare la persona o farsi una piccolo autoanalisi chiedendosi: mi muovo come un manichino, ruotando l'intero busto per guardare di lato? Riesco a ruotare la testa in ambedue le direzioni?

La testa è piegata leggermente verso una spalla? Se le risposte sono positive ovviamente bisogna intervenire.

Le terapie sono svariate e dipendono molto dal grado di torcicollo che possiamo avere e soprattutto dallo stato infiammatorio delle nostre fibre.

In casi di forte infiammazione e blocco muscolo scheletrico andare dal medico è la priorità, ovviamente verranno prescritti antinfiammatori e miorilassanti fino ad arrivare, nei casi più gravi, alle iniezioni intramuscolari. A livello fisioterapico si attueranno tutte quelle terapie, magari anche di tipo strumentale come la Teca o manuali che permettano la decompressione e il rilassamento muscolare, che permetteranno al muscolo rilassarsi e permettergli nuovamente le sue funzionalità.

La parola d'ordine è prevenire!

Come dice il proverbio prevenire è meglio che curare, quindi per tutte quelle persone che soffrono abitualmente di torcicollo, che poi il più delle volte si trasforma in vere e proprie cervicalgie, bisogna evitare di arrivare sempre all'ultimo momento e bloccarci ma fare della "terapia" preventiva.

Non appena avvisiamo un leggero fastidio si può intervenire in maniera semplice utilizzando dei bendaggi o dei cuscini caldi sulla zona dolorante per permettere il rilassamento delle fasce muscolari attraverso un effetto vasodilatatorio.

I massaggi decontratturanti a livello miofasciale e connettivali sulla parte alta della schiena e sulla muscolatura cervicale dovrebbero diventare una corretta e sana abitudine per chi è soggetto ad avere il torcicollo, perché mantenere la muscolatura sempre sciolta e rilassata aiuta ovviamente ad evitare la situazione contraria cioè muscolatura contratta e dolorante.

Da menzionare, soprattutto in autunno e in inverno, i trattamenti con le pietre calde, lo stone massage o la hot stone teraphy, praticche che uniscono i benefici del massaggio a quello degli impacchi caldi oppure trattamenti di natura orientale, come il massaggio con i tamponi caldi o più terapeutici come l'agopuntura.

A livello di fitness sia come pratica preventiva che di intervento nei casi di leggeri fastidi o di diminuzione dello stato infiammatorio, citiamo lo stretching, localizzandolo per i muscoli interessati nel torcicollo, e attività come la Pancafit che allevia e decompressa il carico sulla muscolatura della zona cervicale e della parte alta della schiena. Ovviamente sia per lo stretching che per la Pancafit è consigliato praticarle con regolarità e non aspettare di rimanere "bloccati" per poi intervenire.

Come sempre per qualsiasi chiarimento e approfondimento restiamo a vostra disposizione, vi invitiamo ad approfittare dell’ingresso prova gratuito per venire a visitare il nostro CLUB e scoprire i nostri servizi (A-CLUB Fitness & Wellness – Via Campo Sportivo SAVOSA; e-mail (fitness@a-club.ch) oppure fissate un appuntamento presso il nostro Club (091 966 13 13).

A cura di Brian Belloni
Laureato in Scienze Motorie, Massoterapista, Istruttore Fitness Centro A-CLUB, Savosa

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