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ITALIA/SVIZZERA
26.01.2021 - 07:000
Aggiornamento : 10:08

Le sfide mortali che mettono sotto accusa TikTok

Dalla bimba morta per asfissia a Palermo ai ragazzi che si tuffano da una cabinovia sulle nevi grigionesi

Le chiamano "challenge" ed sono un fenomeno che si sta diffondendo tra i giovanissimi all'insaputa degli adulti.

di Redazione

LUGANO - Una bambina morta per asfissia, a Palermo, ultima di una lunga lista di vittime della rete. Non si placa l’eco in Italia per un’altra storia triste che associa il mondo dei giovani a quello dei social. Un’arma a doppio taglio che se sfugge di mano rischia di portare alla deriva più totale, persino alla morte.

Il pericolo dell'emulazione - Che fare? Se lo chiede l’opinione pubblica davanti a TikTok, il social per la condivisione di video finito sotto accusa dopo la morte della parlermitana Antonella, 10 anni, sulla cui fine sta indagando la magistratura. In attesa di risposte certe, in molti puntano il dito contro questa e altre app che diffondono in rete numerose sfide, alcune folli. Della serie: “se non lo fai sei fuori dal gruppo, dal cerchio, dal branco” nei casi più estremi. Più che sfide, si tratta spesso di fenomeni emulativi simili a riti di iniziazione, spesso incentivati da informazioni false e pericolosissime. Queste app che consentono la condivisione di video di ogni genere, sono diventate ancor più popolari soprattutto durante la pandemia, che ha costretto e isolato milioni di ragazzi in casa.

Oltre ogni limite - Si parla sempre più diffusamente di istigazione al suicidio, attraverso un gioco, una “challenge” come la definiscono gli adolescenti, in cui si devono superare prove di crescente pericolosità sino ad arrivare al fare o farsi del male. Si tratta in alcuni casi di video usati per dimostrare qualcosa a se stessi e agli altri in cui si richiede di superare i propri limiti sfidando la morte. 

Dallo sgambetto... - Agli albori di tutto troviamo la Blue Whale challenge, proveniente dalla Russia, una serie di sfide che imporrebbero alle giovani vittime atti di autolesionismo. Usiamo il condizionale poiché diverse fonti si riferiscono al gioco come a una fake news. Pochi dubbi invece sulla Skullbreaker Challenge, la sfida in cui alla "vittima"con una specie di sgambetto viene fatta cadere violentemente di schiena, battendo anche la testa, il tutto a sua insaputa mentre gli si chiede semplicemente di saltare.

...al salto dalla cabinovia - Ci sono poi sfide nate sul momento, come il recente video diventato virale su TikTok di quattro giovani che saltano nella neve fresca da una cabinovia in movimento. Un pericoloso balzo di svariati metri che ha fatto infuriare il direttore della stazione sciistica grigionese di Grüsch-Danusa.

Le sfide più insensate - E ancora la Blackout Challenge, secondo cui gli utenti avrebbero dovuto auto procurarsi un’asfissia temporanea, probabilmente la causa della morte della bambina di Palermo, oppure la Bright Eye Challenge, in cui l’individuo era sfidato a bagnarsi l’occhio con una miscela di candeggina, disinfettante per le mani e schiuma da barba così da alterare momentaneamente il colore dell’iride. E come spesso capita per il mondo della rete le leggi vigenti non sembrano trovare degli argini alla deriva. Problemi che hanno fatto scattare l’allarme un po’ in tutta Europa dove da tempo è nata una task force dedicata dei garanti privacy. Basterà?

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