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16.10.2019 - 20:210
Aggiornamento : 21:12

Brexit, i fondamentali per un'intesa ci sono

Si attendono i riscontri definitivi di Londra, «che in questi anni ha abituato a colpi di scena». «Il testo legale finalizzato e negoziato» potrebbe essere pronto «entro mezzanotte»

BRUXELLES - I fondamentali per raggiungere un accordo sulla Brexit ci sono, ma pesano ancora delle incognite. Sono state quarantotto ore di montagne russe per l'intesa che sancisce il divorzio consensuale tra il Regno Unito e l'Unione.

Un testo in arrivo probabilmente troppo tardi per un ok formale dei 27 leader europei al vertice di giovedì e venerdì, ma sufficientemente in tempo per un via libera politico - con l'eventualità di un summit straordinario il 27 ottobre - una volta che il testo sarà stato finalizzato, e l'accordo politico avrà ricevuto luce verde da Wenstminster.

Nonostante «i fondamentali per l'intesa ci siano» come afferma il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, si attendono i riscontri definitivi da Londra, che in questi anni ha abituato tutti a colpi di scena.

Salvo sorprese dell'ultim'ora sottolinea infatti Tusk, «il testo legale finalizzato e negoziato» potrebbe essere pronto «entro mezzanotte» e distribuito nelle capitali per l'analisi.

«Voglio credere che l'accordo sia in corso di finalizzazione» ha auspicato il presidente francese Emmanuel Macron, desideroso di mettere una parola fine alla saga. Perché l'Unione europea - come ha evidenziato la cancelliera tedesca Angela Merkel - non può «lasciarsi monopolizzare» dalla Brexit, deve «occuparsi dell'avvenire dei 27». Ma il premier britannico Boris Johnson ha freddato gli entusiasmi: pur ritenendo che vi sia «la chance di ottenere una buona intesa» restano ancora «questioni rilevanti».

La trattativa continua perciò ad essere fluida, ed i team negoziali dell'Ue e del Regno Unito, che hanno lavorato febbrilmente, interrompendo i lavori solo per una mezzora di pausa pranzo, proseguono ad oltranza.

I punti critici, come riassunto dal premier irlandese Leo Varadkar, erano i controlli doganali nell'isola irlandese divisa tra Ulster (parte del Regno Unito) e la Repubblica d'Irlanda (Stato membro dell'Ue e quindi parte del Mercato unico); e la questione del cosiddetto «consenso», la possibilità di una sorta di veto per il parlamento dell'Irlanda del nord. Nodi che col passare delle ore sembrano essere stati sciolti, con Londra più vicina alle posizioni Ue.

Tuttavia Oltremanica alcune delle soluzioni trovate sembrano non piacere agli alleati unionisti nordirlandesi del Dup, su cui il governo del Tory Boris Johnson si regge. Proprio per questo nel suo giro di incontri, il premier britannico ha privilegiato la leader unionista Arlene Foster, per cercare di garantirsi la sua copertura sulle concessioni a Bruxelles. Perché senza i voti del Dup alla seduta del Parlamento britannico annunciata per sabato, il rischio di un nuovo flop è forte. E i 27 vorrebbero evitare di lavorare alla parte legale del testo, fare tutte le traduzioni, e veder bocciare l'accordo al Parlamento britannico, per la quarta volta.

D'altra parte poi non è ancora chiaro se per l'ok formale sarà necessaria una nuova estensione della permanenza del Regno Unito nell'Ue. Più il testo dell'intesa sarà vicino a quello raggiunto nel 2018 con Theresa May, più saranno facili i passaggi successivi, tra questi anche il via libera del Parlamento europeo. E se ora la vetta dell'Everest-Brexit appare in vista, l'ultimo miglio è il più duro da compiere.

Niente accordo stasera - Il governo britannico esclude la chiusura di un accordo sulla Brexit a Bruxelles stasera, ma i negoziati tecnici proseguiranno a oltranza nelle prossime ore e fino all'inizio del Consiglio Ue di domani. Lo riferiscono i media del Regno citando fonti di Downing Street.

Londra sembra peraltro ancora sperare che un testo d'intesa, almeno politico se non legale, possa essere definito nelle prossime ore, in tempo per il vertice Ue.

"Stiamo lavorando. Stiamo lavorando", ha dal canto suo dichiarato il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier uscendo dalla riunione con gli ambasciatori dei 27, ai giornalisti che chiedevano notizie sull'accordo per la Brexit.

Secondo fonti diplomatiche europee, Barnier nel corso della riunione ha detto che c'è ancora del lavoro da fare.

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