Cerca e trova immobili

ti.mammeAspettando il capoparto

11.05.23 - 07:00
Il ritorno del ciclo mestruale dopo una gravidanza può essere fonte di molte sorprese
depositphotos
Aspettando il capoparto
Il ritorno del ciclo mestruale dopo una gravidanza può essere fonte di molte sorprese

Dopo la gravidanza, il parto e l’approccio con la maternità, ogni donna deve confrontarsi con un evento che rappresenta un ritorno alle abitudini precedenti, ma è comunque una sorta di fastidio: il capoparto. Si chiama così perché «ricomincia il sanguinamento mensile con i fastidi annessi» sarebbe stata una definizione splatter non adatta a delle signore, ed è la ripresa del ciclo mestruale dopo il parto con la contemporanea ripresa dell’attività ovulatoria. Le mestruazioni compaiono qualche tempo dopo il parto per tutte le donne, ma con tempistiche e modalità differenti tra ognuna, in base allo stato personale, alla regolarità del ciclo prima la gestazione e dall’allattamento o meno al seno. Ma perché il ciclo mestruale si interrompe durante la gravidanza e ricompare dopo il parto? La risposta è tutta negli ormoni: durante la maternità aumentano estrogeni e progesterone, che impediscono l’ovulazione, mentre dopo il parto il loro livello comincia ad abbassarsi ed impiega qualche settimana per raggiungere il livello normale che ripristina il processo di ovulazione. 

Se la neomamma non allatta al seno, il ciclo mestruale si ripresenterà dopo un paio di mesi dal parto (tempi più lunghi non sono insoliti), ma se allatta al seno possono trascorrere anche dodici o diciotto mesi per il capoparto. Questa condizione è ancora collegata agli ormoni ed in particolare alla prolattina che è prodotta dall’organismo per consentire la produzione del latte materno e che inibisce l’ovulazione e, quindi, blocca il ciclo mestruale. L’assenza delle mestruazioni però non determina con assoluta certezza l’infertilità. O meglio: all’assenza del ciclo dovrebbe corrispondere la mancanza di ovulazione, ma siccome il fenomeno non è automatico, non mancano i concepimenti avvenuti durante il periodo di allattamento, quando l’assenza delle mestruazioni induce a pensare che non si possa rimanere incinta e lascia spazio a rapporti sessuali non protetti. In attesa del capoparto, per escludere la possibilità di gravidanze ravvicinate non gradite, i medici consigliano di optare per l’uso di metodi contraccettivi. 

Non è insolito che il ritorno del ciclo mestruale dopo la gravidanza e il parto presenti qualche variazione rispetto all’andamento precedente. La prima mestruazione avrà una durata più lunga, anche dieci giorni, e potrà essere copiosa e di consistenza variabile. Una dolorabilità maggiore è possibile e dipende dal processo di ridimensionamento dell’utero: si tratta di una condizione fisiologica non preoccupante, ma se permane insieme alle altre variazioni per più di cinque o sei cicli, diventa necessario consultare il ginecologo. Oltre alla possibilità più problematica, c’è quella più positiva che può far registrare una regolarizzazione del ciclo mestruale che può diventare meno doloroso rispetto a quanto accadeva prima della gravidanza. Anche di questo sono responsabili gli ormoni la cui produzione diventa più regolare e, soprattutto, registra una diminuzione di prostagladine, l’ormone che causa le contrazioni uterine dalle quali derivano i dolori mestruali.

Sostieni anche tu la Vallemaggia e la Mesolcina.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
COMMENTI