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Occhiali e apparecchio: come aiutare i bambini ad accettarli

Comprensione e sostegno diventano la svolta in un momento importante nella vita dei piccoli
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Occhiali e apparecchio: come aiutare i bambini ad accettarli
Comprensione e sostegno diventano la svolta in un momento importante nella vita dei piccoli

Un po’ di ferraglia in bocca e l’appellativo di quattr’occhi possono essere un ostacolo per qualsiasi bambino costretto a portare l’apparecchio per i denti o gli occhiali da vista o, addirittura, entrambi. In buona parte dei casi la loro accettazione è spontanea grazie alla fiducia nelle decisioni di mamma e papà, ma possono esserci delle eccezioni. Questi accessori utili che entrano in contatto con il proprio corpo, diventandone inevitabilmente parte, infatti, non sono facili da accettare – è comprensibile – e non servono le maniere forti o le bugie pietose per convincere un bambino a portarli senza problemi. E allora, come comportarsi? L’accettazione della novità deve essere vissuta positivamente prima di tutto dai genitori: non si tratta di una sventura e deve diventare un punto di forza.

I beniamini dei cartoni animati e delle serie per bambini possono essere un valido aiuto: non dimentichiamo che Harry Potter indossa gli occhiali! Anche la giusta importanza data all’immagine può essere di aiuto e la scelta di una montatura in grado di valorizzare il volto del piccolo avrà un ruolo fondamentale. Da non dimenticare che agli inizi apparecchio e occhiali possono essere davvero impegnativi ed è necessario mostrare comprensione e supporto al pargolo coinvolto aiutandolo anche a mettere in pratica gli accorgimenti per il miglior utilizzo possibile, dalla pulizia di occhiali e apparecchio all’utilizzo della cera per proteggere l’interno della bocca dalle sue parti sporgenti. Insistenza e banalizzazione, invece, sono due comportamenti messi in atto sicuramente in buona fede, ma poco felici. Vietato, quindi, sminuire le perplessità dell’interessato o scegliere la montatura degli occhiali al suo posto, per esempio, ma anche aumentare i suoi sensi di colpa se non accetta subito l’uso degli occhiali o dell’apparecchio.

No ai paragoni con altri bambini che li portano, quindi, e al coinvolgimento di altre persone – parenti o amici non fa differenza - nella conferma di quanto il piccolo stia bene con gli occhiali o di quanto il suo sorriso sarà più bello una volta tolto l’apparecchio. La difficoltà ad accettare questi strumenti, che si è costretti a portare quotidianamente e per un lungo periodo, è del tutto personale e non si basa su una questione di estetica o di competizione. Non solo, almeno. Il convincimento è del diretto interessato che non ha bisogno di termini di paragone, bensì della comprensione e del sostegno nel suo sforzo a sopportare quegli orpelli che saranno pure utili e necessari, ma sono una costrizione tanto invasiva e, soprattutto, non cercata.

TMT (ti.mamme team)

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