Leo McCarey.
CANTONE
12.12.2017 - 12:000

Il genio di Leo McCarey a Locarno71

La prossima edizione di Locarno Festival - in programma dal 1. all'11 agosto 2018 - dedicherà un'ampia retrospettiva al grande cineasta americano vincitore di tre premi Oscar

LOCARNO - La grande retrospettiva del Locarno Festival sarà dedicata a Leo McCarey (1898 – 1969), vincitore di tre premi Oscar e autore che ha lasciato un’impronta indelebile, tanto sul cinema comico (Laurel & Hardy, Marx Brothers, Harold Lloyd), quanto nella grande stagione della commedia (Cary Grant, Charles Laughton, Bing Crosby).

La retrospettiva fa seguito a quelle che il Festival ha dedicato ad altri grandi maestri del genere, quali Lubitsch, Minnelli e Cukor. Una retrospettiva che, citando il Direttore artistico Carlo Chatrian, «avrà un effetto propulsore e stimolante sulle nuove generazioni di spettatori e registi». 

McCarey si forma negli anni Venti lavorando con il produttore Hal Roach, dapprima come scrittore di gag e poi come regista. Insieme segnano la grande stagione del cinema comico muto americano, lanciando e portando al successo comici come Charley Chase, Max Davidson e gli indimenticabili e popolari Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio). Deciso nel dare allo slapstick una forma più moderna, McCarey diventa fautore di uno stile riconoscibile per la costruzione sapiente delle gag, l’invenzione dei gesti e l’eleganza coreografica.

Passato al lungometraggio e poi al sonoro, McCarey diventa un maestro della screwball comedy, lanciando una star come Cary Grant (The Awful Truth, 1937) e lavorando in film passati alla storia con i maggiori interpreti del genere come Harold Lloyd e Mae West, Charles Laughton e Eddie Cantor nonché i fratelli Marx, che lo vollero a dirigere il loro capolavoro, Duck Soup (1933). 

Alla fine degli anni Trenta e poi dopo la guerra, McCarey addolcirà la vena comica orientandosi verso il melodramma, realizzando opere che spaziano dalla commedia romantica al film religioso. Anche in quest’ultima fase della sua carriera McCarey saprà esaltare il talento di stelle come Ingrid Bergman e Paul Newman, Bing Crosby e Deborah Kerr, ritrovando il suo complice Cary Grant in film indimenticabili come Good Sam (1948) o An Affair to Remember (1957).

«Dedicare una retrospettiva a Leo McCarey è innanzitutto rendere omaggio a un maestro di un genere oggi sempre più raro - spiega Carlo Chatrian, direttore artistico di Locarno Festival - I suoi film sono stati grandi successi di pubblico e poi opere apprezzate dalla critica che ne ha riscoperto, un po’ tardivamente, i diversi livelli di lettura. Oggi pensiamo che il nome di McCarey debba essere messo al suo giusto posto: siamo certi, infatti, che la sua arte, il suo senso del ritmo, la sua eleganza, avranno un effetto propulsore e stimolante sulle nuove generazioni di spettatori e registi. Infine, una nota più personale: questa Retrospettiva è anche un modo per rendere omaggio a quella stagione
dell’infanzia che ognuno di noi ha vissuto e poi forse dimenticato; ridere con Laurel & Hardy non ha solo un dolce sapore nostalgico ma vuole anche ricordare il
potere visionario e benefico che il comico ha sempre avuto».

La Retrospettiva, curata da Roberto Turigliatto, è organizzata in partnership con la Cinémathèque suisse e la Cinémathèque française e vedrà la collaborazione de
Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Sarà completata da una pubblicazione edita in inglese e francese da Capricci. «Uomo dai molteplici talenti, già assistente di Tod Browning, McCarey fu un regista al vertice del sistema hollywoodiano ma anche una personalità segreta ancora da decifrare - spiega Turigliatto - Senza eguali nella storia del cinema restano la sublime
alchimia dei sentimenti e la raffinata modulazione di commedia e melodramma che troviamo in grandi capolavori come Love Affair (1939). Make Way for Tomorrow (1937), il film che lui preferiva pur essendo stato un insuccesso, anticipa sorprendentemente perfino Tôkyô monogatari (1953) di Yasujirô Ozu».

Il progetto vede inoltre coinvolte prestigiose istituzioni svizzere e internazionali che assicureranno una circuitazione che farà viaggiare la Retrospettiva fino al 2019. Fra le istituzioni già confermate, in Svizzera la Cinémathèque suisse, il Filmpodium di Zurigo, il Kino REX di Berna e Les Cinémas du Grütli di Ginevra; in Italia il Museo del Cinema di Torino e il Festival I Milleocchi di Trieste e, infine, in Francia la Cinémathèque française.

 

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