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CANTONEQuella zecca fastidiosa che arriva con i piccioni

09.08.22 - 21:00
Un bellinzonese alle prese con un nido di piccioni: «Nei davanzali e sulle finestre ho trovato di tutto»
Deposit / Lettore Tio
Quella zecca fastidiosa che arriva con i piccioni
Un bellinzonese alle prese con un nido di piccioni: «Nei davanzali e sulle finestre ho trovato di tutto»
Ospite meno gradito: la zecca Argas reflexus. «È difficile disfarsene perché sono molto resistenti», conferma il Veterinario cantonale

BELLINZONA - È lunga solo pochi millimetri, ma può causare parecchi disagi anche agli esseri umani.

Si tratta dell'Argas reflexus, meglio nota come zecca dei piccioni (poiché infesta principalmente questi animali, seppur possa colpire anche altri volatili come i polli). A parlarcene è un lettore da Bellinzona: «Al piano sotto il mio, dove c'erano degli uffici, i piccioni hanno fatto il nido. Nei davanzali e sulle finestre ho trovato di tutto, incluse delle zecche molto piccole e difficili da vedere. Avendo un enfisema polmonare ho un po' di paura, visti i possibili effetti della puntura di questa zecca».

La puntura causa generalmente arrossamenti, irritazioni o eruzioni cutanee, seppur in alcuni casi - più rari - punture ripetute possono provocare reazioni allergiche e conseguenti «manifestazioni respiratorie, gastrointestinali e cardiocircolatorie, fino allo shock anafilattico», secondo uno studio del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) di Roma.

«I casi in Ticino sono rari», racconta il nostro interlocutore dopo aver parlato con le autorità, «ma è comunque importante informare la popolazione sul tema dei piccioni e in particolare sui nidi», che sono «dei microcosmi pieni di vita, che pullulano di parassiti». Da qui una critica anche al comune di Bellinzona: «La città è bella, i dipendenti sono bravi, ma la gestione dei piccioni...».

«Una volta presenti è difficile disfarsene»
«Senza dubbio la presenza di queste zecche in un’abitazione può provocare disagi», ci conferma il veterinario cantonale Luca Bacciarini, spiegando che «si tratta di una piccola zecca (4.5-10.3mm) molle di origine mediterranea, che dipende da luoghi chiusi con temperature elevate per potersi riprodurre».

Un fatto interessante è poi che «non resta sul piccione, come fanno di solito le zecche, ma durante il giorno si nasconde e va sull'ospite solo per nutrirsi di notte». 

Ma in quali luoghi è quindi più probabile un'infestazione? «Di solito il problema insorge in vecchi edifici dove i piccioni hanno accesso ai solai o comunque dove le zecche possono – magari dal sottotetto – entrare nei locali abitati. Una volta presenti è difficile disfarsene perché sono molto resistenti. Da letteratura gli adulti possono sopravvivere anche 5-6 anni senza consumare un pasto».

Quindi, meglio essere prudenti: «In assenza del piccione, loro ospite ideale, possono cercare di succhiare il sangue dalle persone. La lesione cutanea è dovuta alla reazione allergica nei confronti di alcune sostanze presenti nella saliva e nella secrezione di ghiandole specifiche della zecca» chiarisce il veterinario cantonale.

Come comportarsi? «Si tratta di un problema», puntualizza infine Bacciarini, «che il proprietario dello stabile può affrontare in autonomia con l’intervento di una ditta autorizzata a eseguire disinfestazioni».

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